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Festival del Mediterraneo: Canicattini accende l’estate con musica, sagre e cultura diffusa

Un’edizione che unisce storia locale e visione turistica in chiave contemporanea

Un’estate divisa tra emergenze ambientali e fermento culturale. A raccontarla, ai microfoni di SiracusaNews, sono il sindaco di Canicattini Bagni Paolo Amenta e l’assessore al Turismo, Spettacolo, Musica e Politiche giovanili Seby Gazzara. L’intervista si apre inevitabilmente sull’incendio alla Ecomac, il secondo in tre anni, che ha sollevato una nube tossica e riportato al centro dell’attenzione la questione della sicurezza nell’area industriale siracusana.

“È un disastro, l’ennesimo – afferma Amenta – e il dramma è che continuiamo a parlarne solo dopo. Serve prevenzione vera, non possiamo permetterci che succeda ancora”. Il sindaco esprime preoccupazione per le possibili conseguenze sulla salute pubblica e sull’ambiente, ricordando che i primi risultati dell’ARPA sono ancora attesi ma la presenza di diossine sembra scontata. Nel frattempo, ringrazia con forza chi è intervenuto sul campo, dai vigili del fuoco alla protezione civile, sottolineando che “con 40 gradi e un rischio reale, c’è chi ha agito per proteggere tutti noi”. Ma invita anche a cambiare rotta: “Non possiamo più autorizzare senza prevedere il peggio. La sicurezza deve essere un punto di partenza, non un’aggiunta”.

L’intervista vira poi verso l’estate canicattinese, con la 22ª edizione del Festival del Mediterraneo che ha già preso il via con i primi eventi e proseguirà fino all’autunno. Un cartellone ricchissimo, frutto della sinergia tra amministrazione, associazioni, volontari e consulta giovanile, che spazia dalla musica jazz al teatro, dalla canzone d’autore alle tradizioni popolari. Tra i momenti clou, il 31º Festival Jazz, il 42º raduno bandistico, il Festival del Rifugiato, il concerto “Emozioni” di Gianmarco Carroccia dedicato a Battisti, la serata di Ferragosto con Roy Paci, una data con Tony Sperandeo e l’iniziativa “Musica sotto le stelle”, con le giovani band locali protagoniste della piazza nelle serate infrasettimanali.

A settembre, il 38º Palio di San Michele prenderà il centro della scena: otto quartieri in gara tra sagre, giochi, prodotti tipici e spettacoli. Pane cunzato, cavatieddi, crastuna, spiedini, ricotta, tagghiarini all’assalora: ogni fine settimana sarà una festa diversa, tra gusto e identità. Il sindaco e l’assessore raccontano con orgoglio di come Canicattini stia cambiando pelle: da paese di transito a centro attrattivo per turisti, giovani e famiglie, anche grazie alla sua posizione geografica strategica, a metà strada tra Siracusa, Noto, Pantalica e le spiagge della costa. La temperatura più fresca e l’atmosfera rilassata completano il quadro. Crescono le strutture ricettive, si moltiplicano i locali, arrivano investimenti privati e nuove attività imprenditoriali, anche da fuori provincia. “Abbiamo pavimentato il centro, migliorato l’illuminazione e ora lo riempiamo di contenuti – spiega Amenta – e con la tassa di soggiorno finanzieremo la promozione del territorio”.

Tra le novità, anche l’imminente riapertura della villa comunale, chiusa da anni ma pronta a tornare fruibile entro la settimana grazie a fondi ministeriali per la messa in sicurezza. La villa sarà intitolata a Luca Scatà, giovane agente canicattinese morto in servizio. “I cittadini fanno bene a chiedere l’apertura – aggiunge Amenta – ma un sindaco deve garantire anche sicurezza e manutenzione”. Nell’ultima parte dell’intervista, spazio alla politica.

Il sindaco, ex presidente del Partito Democratico, commenta con amarezza il caos che attraversa il PD provinciale: “Siamo senza guida, senza visione e spesso proni alle decisioni prese a Palermo o Roma. Mancano compattezza e leadership locale, e questo ci rende deboli”. Amenta invita a mettere un punto definitivo alla fase di lacerazioni interne: “Serve chiudere una porta per aprirne un’altra. Non possiamo più permetterci di spaccarci in nome di ricorsi o conte interne. È il momento della responsabilità collettiva”. E conclude con un sorriso: “Per fortuna il Festival del Mediterraneo non è né di destra né di sinistra. È di tutti. E a Canicattini ci si rinfresca, si ascolta musica, si mangia bene e si ride anche. Vi aspettiamo”.


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