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Floridia, il Liceo Da Vinci “viaggia” in Europa. Conclusa la prima mobilità virtuale del progetto Erasmus+

Il covid ha costretto a cambiare i piani e il viaggio è diventato virtuale mettendo gli studenti a confronto con i coetanei degli altri Stati europei coinvolti

Il covid blocca la mobilità fra Stati e i progetti scolastici cambiano forma. A Floridia, infatti, non si è fermato il progetto Erasmus KA2 che dal 2019 vede il Liceo Leonardo Da Vinci unica scuola accreditata in Italia per partecipare al progetto HILS (Healthy Inclusive Lifestyle through Schools), che si propone di individuare corretti comportamenti mirati al raggiungimento del benessere fisico e psichico attraverso incontri e scambi fra le scuole dei Paesi coinvolti: Olanda, Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Finlandia, più due organizzazioni locali (una olandese e una inglese) che supportano le scuole relativamente all’aspetto psicofisico dei giovani.

Dopo le prime mobilità in giro per l’Europa (l’ultima a febbraio 2020 ad Alicante, in Spagna, prima era toccata alla Slovenia ospitare una rappresentanza di ogni nazione partecipante), i 33 studenti ammessi al progetto (selezionati fra quanti ne hanno fatto richiesta) in base al merito e alle competenze, a causa della pandemia hanno dovuto rinunciare al viaggio fisico, verso gli Stati esteri e accontentarsi di un incontro virtuale con i colleghi europei.
Così ieri si è conclusa una fase del programma triennale che ha coinvolto 7 studenti delle terze classi di Floridia e della sede di Canicattini del Liceo Da Vinci (solo piccoli gruppi partecipano alle diverse fasi del progetto): Alessia Maria Rosa, Sarah Innocenti, Agatha Mangiafico, Matteo Sardo, Gaia Leone, Attilio Paolo Oliva e Ginevra Bastanza.
A loro il compito di confrontarsi sull’impatto che il covid ha avuto sui vari aspetti della loro vita, dell’ambiente e delle relazioni interpersonali. Tre giorni (dal 3 al 5 febbraio) durante i quali per 6 ore al giorno gli studenti (sotto la supervisione dalle docenti Pinella Amenta, coordinatrice del progetto, Saveria Barone e Maria Paola Bologna) dopo un incontro plenario con tutti gli alunni e i docenti coinvolti, lavorano, suddividi in 7 sottogruppi (con un alunno per ogni nazione) per realizzare video e progetti grafici ed editoriali sull’argomento previsto dalla mobilità. “Al progetto hanno partecipato esperti in vari settori, per permettere quella conoscenza culturale che ci sarebbe stata andando fisicamente a visitare una nazione e che invece, da pc, non è così scontata – spiega la prof. Amenta –. Ogni nazione ha curato un aspetto diverso del benessere, noi, ad esempio, ci occupiamo del rapporto fra ambiente e salute; la Francia, invece, sviluppa il tema dell’alimentazione e ha organizzato un workshop con chef Johanna che ha realizzato una ricetta tipica francese, salutare. La Spagna cura l’aspetto legato allo sport e ha presentato una sessione di educazione fisica; mentre un altro Stato si occupa di body image e dell’influenza dei media nel presentare i canoni di bellezza e di perfezione falsati”.

Uno scambio culturale a tutti gli effetti, quindi, ma filtrato dagli schermi dei pc che diventano luogo di esplorazione e conoscenza, ma anche di scambio e formazione, rigorosamente in inglese. “Il covid ha cambiato i piani – prosegue la docente –. A maggio 2020 saremo dovuti andare in Finlandia mentre a settembre scorso saremmo stati noi, la nostra scuola, a ospitare 45 alunni e 14 docenti provenienti dagli altri 6 Stati partecipanti, con il coinvolgimento delle famiglie che avrebbero accolto alunni e insegnanti stranieri. Quella dell’Erasmus, è un’esperienza unica per gli studenti e per la prima volta la mobilità è diventata virtuale, ma non per questo meno importante dal punto di vista formativo. Andiamo avanti con il progetto, che si concluderà a dicembre 2022, con la speranza di poter riprendere, intanto, a muoverci fisicamente”.


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