“L’amministrazione comunale ha tentato di dare un progetto di pulizia della città efficace e inerente alle crescenti esigenze del territorio. Come al solito, i consiglieri che detengono la maggioranza in Consiglio comunale la utilizzano, per piccoli tornaconti politici personali, contro la città. Infatti, lo stravolgimento del nuovo piano di intervento presentato dall’amministrazione è ancora una volta la dimostrazione di ciò”. Continuano le polemiche sull’aumento della Tari e stavolta il sindaco di Floridia Orazio Scalorino decide di rispondere con decisione ai consiglieri comunali di maggioranza che lo hanno criticato.
La sua è una disamina in cinque punti, che parte dal presupposto che la Tari sia stata votata, come tutte le tasse comunali, dal Consiglio comunale dove l’amministrazione non ha la maggioranza e che le modifiche apportate sul nuovo piano d’intervento non rispettano le linee guida della legge e non hanno nemmeno il parere di conformità tecnica degli uffici. “Per forza di cose la Regione bloccherà tutto – sottolinea il primo cittadino – L’obiettivo è quello di non permettere all’amministrazione di approvare, dopo 9 anni di proroghe, un nuovo piano di gestione che consentirebbe di pulire molto meglio la città. Lo scopo finale è quello di lasciare la città sporca, addossare la responsabilità del degrado all’amministrazione e gridare alla vergogna“.
Secondo il sindaco, la maggioranza vuole bloccare i nuovi 8 posti di lavoro previsti nel nuovo piano d’intervento magari perché visti come clientelari quando l’amministrazione ha già avviato un’interlocuzione con la prefettura per individuare criteri trasparenti e oggettivi per evitare interferenze. “Due sole le garanzie richieste dall’amministrazione – aggiunge – otto nuovi posti riservati a soli cittadini floridiani e la metà di questi destinati alle donne. Peraltro, la vicina Solarino con meno di 8 mila abitanti ha gli stessi addetti alla nettezza urbana di Floridia che ha una popolazioni pari 3 volte tanto. La maggioranza inoltre non vuole permettere ai cittadini nessun tipo di risparmio“.
Il nuovo piano infatti prevedeva la raccolta dell’umido 3 volte a settimana con la consegna alle famiglie floridiane dei sacchetti biodegradabili (gli unici utilizzabili per la raccolta dell’umido). Nella modifica sono stati tolti i sacchetti biodegradabili che dovranno essere acquistati dalle famiglie floridiane. “Ciò comporterà l’impossibilità della raccolta dell’umido – prosegue – Avere puntato sull’umido piuttosto che sull’indifferenziato aveva una logica nel senso del risparmio. Infatti, smaltire l’indifferenziato costa mediamente alla collettività 140 euro a tonnellata. Smaltire una tonnellata di umido costa mediamente 80 euro. Ciò avrebbe consentito un risparmio netto alle famiglie floridiane sulla TARI e una riduzione dei costi per l’ente“.
Infine, secondo Scalorino, la maggioranza così ha deciso di non consentire l’efficienza della gestione del Centro comunale di raccolta quando l’obbiettivo dell’amministrazione era quello di dare in gestione, insieme all’intero servizio, anche il Ccr, allo stesso costo attuale e con la condizione che i proventi della differenziata fossero trasferiti al comune. “Anche questo punto è stato stravolto per bloccare il piano – conclude – la gestione del Ccr da parte della stessa ditta che gestisce i rifiuti avrebbe consentito inoltre di avere un’unica cabina di regia nella gestione della raccolta differenziata. Un unico soggetto responsabile e dei dati certi da utilizzare nell’analisi complessiva della risoluzione del problema“.
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