Inizia la seconda fase, dai contorni meno definiti ma anche meno duri, della protesta di “Forza d’urto” in Sicilia.
A mezzanotte gli autotrasportatori dell’Aias hanno tolto i presidi dagli snodi cruciali dell’Isola, al termine di cinque giorni di blocchi e cortei che hanno stremato l’Isola, ridotto drasticamente le scorte di carburante negli impianti di distribuzione e svuotato gli scaffali di molti supermercati.
Il leader dell’Aias Giuseppe Richichi aveva annunciato altri cinque giorni di blocchi, probabilmente sotto la pressione dell’ala dura del movimento, ma la questura di Catania lo ha smentito.
Da oggi il ruolo guida lo assumera’ ulteriormente il Movimento dei forconi che ha inviato informative alle questure sulle nuove proteste che si intendono mettere in campo con presidi che saranno meno rigidi. Il quadro non e’ omogeneo, perche’ non tutti gli uffici di polizia hanno dato il loro assenso. La protesta, quindi, continuera’ a macchia di leopardo e con forme piu’ soft.
“Ci hanno inviato un’informativa sulle nuove modalita’ di protesta – spiegano dalla questura di Palermo – diverse da quelle attuate sino a questo momento”. Una mobilitazione, aggiungono le stesse fonti, che “e’ prevista che vada avanti fino al 27”.
Ci sara’ un allentamento, garantendo il rifornimento di carburante, i beni di prima necessita’ e i servizi essenziali: “Altrimenti rischiamo di distruggere il consenso creato in questi giorni”, sottolineano i responsabili dei ‘Forconi'”.
In questo senso, ad esempio, si e’ chiuso anche il vertice alla prefettura di Caltanissetta dove un accordo e’ stato siglato fra il prefetto Umberto Guidato e i rappresentanti del comitato “Forza d’Urto” e il Movimento dei forconi. I manifestanti hanno garantito peraltro che consentiranno, al petrolchimico di Gela, il regolare accesso ai lavoratori turnisti, scongiurando cosi’ un fermo degli impianti.
Analoghe informative sono state inviate dai responsabili del movimento alle altre questure dell’Isola, ma dinieghi, a quanto si apprende, sono arrivati da quelle di Messina e Catania, cioe’ dove piu’ forte e’ stata l’onda d’urto del movimento. Movimento che resta diviso tra ‘falchi e colombe’; e anche nella componente dei ‘Forconi’ la dialettica e’ forte.
Mercoledi’ e’ previsto l’incontro tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo e il premier Mario Monti. I due oggi si sono sentiti e il governatore si e’ detto ottimista sull’esito della vicenda. Alla trasmissione “Otto e mezzo” il premier ha parlato di “fenomeni gravi e preoccupanti”. E a quell’appuntamento i padroncini e gli agricoltori non vogliono arrivare in disarmo. Ecco perche’ i presidi, seppure meno duri, continueranno. Nella bozza del decreto infrastrutture all’esame del Consiglio dei ministri sono state previste misure a sostegno dell’autotrasporto. La norma prevede un anticipo del recupero delle accise per gli autotrasportatori. Salta inoltre il tetto dei 250mila euro per le compensazioni dei crediti d’imposta. Per Richichi “misure ancora insufficienti. Il nodo reale resta il costo del gasolio che va defiscalizzato come gia’ avviene del resto per i pescatori e gli agricoltori. E poi, ci aspettavamo l’abbattimento del costo del traghetto o dei pedaggi autostradali”. (AGI) .
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