Il giorno del 102° compleanno per il Siracusa calcio si trasforma in una giornata sicuramente non di festa. Quella che, infatti, poteva essere una giornata simbolica si è invece trasformata in una doccia fredda, ma per certi versi attesa: la trattativa per la cessione del club è ufficialmente saltata.
A comunicarlo è stato Lino Elicona, rappresentante della cordata di imprenditori che nei giorni scorsi si era fatta avanti per rilevare la società. Parole nette, che non lasciano spazio a interpretazioni: nessuna documentazione ricevuta, nessuna possibilità di valutare lo stato reale dei conti, e di conseguenza impossibilità di procedere con l’acquisizione.
Il termine fissato al 31 marzo è trascorso senza che venissero consegnati bilanci o atti contabili, né – come sottolineato – è arrivata l’autorizzazione da parte del commercialista del club per consultarli. Un muro che ha di fatto bloccato ogni tentativo di approfondimento e che ha portato la cordata a fare un passo indietro, ritirando la propria disponibilità.
Una scelta definita “nel rispetto dei termini”, ma che lascia dietro di sé più di un interrogativo. Perché, come evidenziato dallo stesso Elicona, il silenzio del presidente Ricci potrebbe anche essere letto come il segnale dell’esistenza di altre soluzioni già individuate per il futuro del club. Una possibilità che, al momento, resta però tutta da verificare, anche alla luce del fatto che domani in Tribunale, si giocherà un’altra partita per la società azzurra con l’udienza sulla richiesta di istanza di fallimento.
E mentre la squadra continua a lottare per una salvezza sempre più difficile, la sensazione è che la partita più importante si stia giocando lontano dal terreno di gioco. Una partita fatta di numeri, documenti e decisioni, il cui esito rischia di pesare ben oltre il risultato sportivo.
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