Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Paolo Cavallaro interviene sulla composizione del nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico, sollevando il tema della mancata presenza di rappresentanti siracusani tra i componenti designati, fatta eccezione per il sindaco, che ne è membro di diritto.
Una scelta che, secondo Cavallaro, pur nel rispetto delle competenze e dei profili professionali dei nominati, solleva interrogativi sul rapporto tra l’ente culturale e il territorio che lo ospita. “Le competenze dei componenti designati sono indiscutibili e rappresentano una garanzia per la Fondazione – sottolinea – ma il tema non riguarda il valore delle persone, bensì l’assenza di una rappresentanza del territorio”.
Per il consigliere, infatti, la presenza di figure legate a Siracusa all’interno del CdA non dovrebbe essere letta come alternativa al merito, ma come un elemento aggiuntivo di valore, capace di rafforzare il legame tra la Fondazione e la città che ne costituisce il contesto storico e culturale di riferimento.
Nel suo intervento, Cavallaro affronta anche il dibattito sulla linea artistica della Fondazione, richiamando alcune recenti produzioni al Teatro Greco di Siracusa. Pur dichiarando rispetto per le scelte artistiche e per i risultati conseguiti, il consigliere esprime alcune perplessità da spettatore sulle riletture contemporanee dei testi classici.
“Ho avuto in alcune rappresentazioni la sensazione di una distanza dall’idea di teatro classico che molti di noi hanno studiato – afferma – con soluzioni sceniche e linguistiche fortemente moderne che, pur suggestive, rischiano talvolta di attenuare il legame con la classicità”.
Una posizione che, precisa, non intende mettere in discussione il valore della programmazione artistica della Fondazione, ma stimolare un confronto culturale più ampio. Cavallaro richiama inoltre le osservazioni espresse negli anni da studiosi, intellettuali e operatori culturali che hanno sollevato analoghe riflessioni.
Secondo il consigliere, il punto centrale resta la necessità di mantenere un equilibrio tra apertura internazionale e radicamento territoriale. “Il confronto tra sensibilità diverse è una ricchezza – osserva – e la presenza di una rappresentanza siracusana qualificata nel CdA avrebbe potuto arricchire ulteriormente il lavoro della Fondazione”.
Per Cavallaro, l’Inda rappresenta un patrimonio culturale di valore internazionale, ma proprio per questo deve continuare a mantenere un forte legame con il territorio. “Non si tratta di contrapporre merito e appartenenza – conclude – ma di garantire che Siracusa continui a essere parte attiva nei processi decisionali che riguardano una delle sue istituzioni culturali più importanti”.