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Garza dimenticata nell’addome, Asp di Siracusa condannata al risarcimento di una paziente

Nel 2020 la signora, all'epoca cinquantenne, era stata sottoposta ad un intervento di isterectomia totale

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa è stata condannata dal Tribunale Civile di Siracusa a risarcire una donna, originaria del capoluogo aretuseo, rappresentata e difesa dall’avv. Salvo Andolina, civilista di Avola.

Nel corso del 2020, la signora, all’epoca cinquantenne, era stata sottoposta ad un intervento di isterectomia totale all’Ospedale Umberto I e sin dopo le dimissioni aveva accusato dolori addominali, perdite vaginali e sofferenze varie. Sette mesi dopo, una TAC addominale aveva evidenziato la presenza di una raccolta nelle pelvi nel cui contesto era presente un filo metallico, immagine compatibile con una garza ritenuta in addome. Sottoposta a laparotomia con toilette addominale, è stato rinvenuto ed estratto “un frammento di garza chirurgica di circa 10×4 cm con filo di repere radiopaco a margini sfrangiati”, oltre ad una raccolta saccata di circa 5 cm. La garza ritenuta in addome aveva, altresì, provocato occlusioni e lacerazioni interne per le quali la signora è stata sottoposta, negli anni successivi, a numerosi interventi chirurgici, riportando, comunque, danni permanenti.

Il Tribunale Civile di Siracusa, ha ritenuto che la difesa della donna, rappresentata dall’Avv. Salvo Andolina, sia riuscita a dimostrare l’esistenza del nesso di causalità, del rapporto causa – effetto tra la garza dimenticata nell’addome e i danni conseguiti, attribuendo la “responsabilità contrattuale” all’Asp per l’inadempimento delle obbligazioni poste direttamente a suo carico, nonché, per l’inadempimento della prestazione degli infermieri tenuti per legge al conteggio ed alla verifica del numero delle garze utilizzate nel corso dell’ intervento chirurgico, condannando, infine, la medesima Azienda Sanitaria a risarcire i danni subiti dalla donna.


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