Il fenomeno del gioco d’azzardo in provincia di Siracusa assume contorni sempre più preoccupanti e impone un intervento immediato delle istituzioni. Secondo i dati emersi nelle ultime ore, il territorio siracusano si collocherebbe tra le province italiane con la maggiore spesa pro capite nel gioco, con un volume complessivo che nel 2025 supererebbe gli 1,4 miliardi di euro.
Numeri che descrivono una vera e propria emergenza sociale, con la provincia di Siracusa indicata come nona in Italia per incidenza del gioco sul reddito pro capite. Una situazione che, secondo il Movimento 5 Stelle Siracusa Sud, richiede una risposta urgente e strutturata.
In una nota, il movimento politico esprime forte preoccupazione per gli effetti del fenomeno su famiglie, giovani, lavoratori e soggetti fragili, sottolineando come la ludopatia rappresenti una dipendenza sempre più diffusa e spesso sottovalutata, capace di generare isolamento sociale, indebitamento e disagio economico.
Particolare attenzione viene rivolta ai comuni della zona sud della provincia, tra cui Pachino, Noto e Avola, dove le condizioni di difficoltà economica e sociale rischiano di amplificare il ricorso al gioco d’azzardo come illusoria via d’uscita dalle difficoltà quotidiane.
Secondo il M5S Siracusa Sud, il fenomeno sarebbe anche il risultato di anni di carenze sul piano delle politiche sociali e giovanili, con un progressivo impoverimento degli investimenti in cultura, sport, formazione e spazi di aggregazione. Una situazione che avrebbe contribuito a indebolire il tessuto sociale e a ridurre le alternative sane per le nuove generazioni.
“Non basta indignarsi davanti ai numeri – si legge nella nota – serve una vera inversione di rotta”. Tra le proposte avanzate figurano campagne di prevenzione e sensibilizzazione nei territori, nelle scuole e nei centri di aggregazione, oltre a interventi di supporto per le famiglie e percorsi di aiuto per chi è già coinvolto nella dipendenza.
Pur riconoscendo alcune misure già adottate in passato dai comuni, come limitazioni orarie e distanze dai luoghi sensibili, il movimento ritiene che tali strumenti non siano più sufficienti a fronte della crescita del fenomeno.
L’appello finale è rivolto alle istituzioni: affrontare il problema con un piano organico e strutturato, capace di intervenire non solo sul contrasto al gioco patologico, ma anche sulle sue cause sociali ed economiche, per evitare che il fenomeno continui a crescere silenziosamente nel territorio.
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