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Giovani ed ex giovani del Pd chiedono spazio: nasce l’associazione politica “Effetti Collaterali”

Per gli esponenti di “Effetti collaterali”, oggi nel Pd vi sarebbe una cristallizzazione della classe politica e l’autoreferenzialità di molti nuovi interpreti della vita politica locale

Un’associazione politica a forte trazione “di sinistra” e che a breve (se non lo è già) diventerà una nuova e forse ampia corrente all’interno del Partito Democratico di Siracusa. Si chiama “effetti collaterali” e ha come presidente l’ex consigliere comunale e provinciale, Alessandro Acquaviva. Il neonato consiglio direttivo vede insieme con lui Rossella Di Paola, Alex Siracusano, Niccolò Monterosso e Giulia Martorano. Ma a questi si aggiungono anche il segretario cittadino del Pd, Santino Romano e Glenda Raiti.

Tutti giovani o ex giovani che da tempo militano all’interno del Partito Democratico, molti con sorti, spazi e fortune alterne e che per questo – come effetto collaterale – uno spazio se lo sono costruito. Scopo principale dell’associazione, si legge nella nota del presidente Acquaviva “è quello di mettere in campo ogni iniziativa necessaria a stimolare, tra le forze politiche progressiste, riformiste e di sinistra, un costante ricambio generazionale della classe dirigente ed una più ampia partecipazione delle donne alla vita politica”.

E questa “spinta” a nuova linfa nasce dal fatto che per i rappresentanti di “Effetti collaterali”, oggi nel Pd vi sarebbe una cristallizzazione della classe politica e l’autoreferenzialità di molti nuovi interpreti della vita politica locale. Nomi ufficialmente non ne vengono fatti, ma appare chiaro che gli obiettivi siano i vari Bruno Marziano, Marika Cirone Di Marco, Gaetano Cutrufo e con molta probabilità anche il segretario provinciale Salvo Adorno.

Insomma, una richiesta di spazio e considerazione – magari già dalle prossime scadenze elettorali – nemmeno troppo velato, visto che i promotori dell’associazione auspicano che “l’effetto collaterale del loro impegno abbia ricadute positive nella formazione e nella selezione di una nuova classe dirigente fatta di donne e giovani in grado di proporre un nuovo approccio politico al governo delle città”.

 

 


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