Presentato ieri nel Salone Borsellino di Palazzo Vermexio il libro di Giuseppe Ayala “ chi ha paura muore ogni giorno”, a ricordo dei magistrati caduti Falcone e Borsellino.
Un salone affollatissimo, autorità in prima fila e tante tantissime persone presenti per non mancare a un appuntamento con la storia recente di Sicilia e la possibilità di acquistare sul posto il libro stesso e,magari, avere anche l’autografo dell’autore.
Organizzato dal Rotary Club di Siracusa e condotto da Giuseppe Marotta l’incontro letterario ha voluto riunire, con la presentazione del libro, personalità di spicco e amici dei magistrati caduti quelli che hanno vissuto gli anni ’90 in prima linea.
Oltre al Sindaco, padrone di casa, nel banco dei relatori erano presenti il Senatore e magistrato Roberto Centaro , il Procuratore Generale di Catania Giovanni Tinebra, l’Avvocato Ettore Randazzo e il giornalista Mario Barresi e naturalmente l’autore del libro il senatore e magistrato Giuseppe Ayala
Ayala racconta, nelle 196 pagine del suo libro, gli anni delle grandi stragi, i tragici eventi di guerra alla Mafia.
“Una rapida e leggera cavalcata di quegli anni, raccontati con ironia, – ha detto Centaro – per percepire l’evoluzione, attraverso fatti epocali di lotta alla mafia. Dalla mafia negata degli anni ’70 all’inserimento nei gangli della vita sociale degli anni ’90. L’obiettività di Ayala è una dura requisitoria al sistema: Falcone e Borsellino furono avversati dalla Politica e dal Consiglio Superiore della Magistratura. Chi eccelle dà fastidio.
Ma la mafia non è un’emergenza, è un modello dinamico, una costante di alcune regioni italiane. Bisogna avere i mezzi per combatterla e quando la mafia è sommersa vuol dire che c’è una forte attività dello Stato”.
Quello che è cambiato oggi, come è stato detto nel corso degli interventi, è la sensibilità sociale, la mobilitazione civile, la denuncia degli operatori commerciali. E’ stato dato un segnale che fa ben sperare per il futuro.