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“Giustizia sospesa”: gli avvocati di Siracusa in protesta davanti al Palazzo di Giustizia

Le realtà forensi siracusane hanno deciso di protestare per il pieno ripristino dell’attività giudiziaria e per l’affermazione della tutela dei diritti

Lo avevano detto, lo hanno fatto: gli avvocati sono scesi “in piazza”, muniti di mascherina e alcuni anche di toga, per una manifestazione pubblica davanti al Palazzo di Giustizia di Siracusa. Con lo slogan “Giustizia sospesa”, praticamente tutte le realtà forensi hanno deciso di protestare per il pieno ripristino dell’attività giudiziaria e per l’affermazione della tutela dei diritti.

L’Ordine degli avvocati chiede l’immediata assunzione dei provvedimenti per la piena ed effettiva ripresa dell’attività giudiziaria, garantendo al contempo la piena funzionalità del personale amministrativo con la predisposizione di ogni strumento necessario per lo svolgimento effettivo dell’attività lavorativa sia negli Uffici Giudiziari sia in modalità smartworking e il costante monitoraggio delle attività; la previsione di rafforzamento dei fondi per il pagamento delle somme in favore degli avvocati che hanno svolto le proprie funzioni in difesa dei non abbienti e l’adozione di ogni provvedimento utile per garantire la tempestività dei pagamenti; la richiesta delle immediate dimissioni del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e l’invito alla presentazione di mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro Guardasigilli.

“Ferma ogni valutazione connessa all’esigenza di privilegiare le specifiche realtà territoriali, avrebbe dovuto ritenersi imprescindibile l’adozione di misure unitarie a livello nazionale volte a garantire la ripresa totale dell’attività giudiziaria, così da evitare il caos che ha interessato i singoli uffici giudiziari dell’intero Paese – aveva sottolineato già il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Francesco Favi – ma la gestione dell’emergenza ha acclarato la totale inadeguatezza del ministro Guardasigilli e dei componenti del suo Gabinetto rispetto alle delicatissime funzioni proprie del Dicastero della Giustizia, eludendo la necessità non solo di garantire, pur a fronte dell’emergenza epidemiologica che ha colpito il Paese, il regolare funzionamento dell’attività giudiziaria, ma anche di prevedere, in relazione alle attività di cui alla cosiddetta ‘Fase Due’, i meccanismi per la piena ripresa della stessa”.

Criticati in particolare dagli avvocati colpevoli ritardi da parte del Ministero nell’adozione di una serie di provvedimenti che, nella cosiddetta Fase 2 post pandemia, avrebbero dovuto consentire una produttiva ripresa dell’attività alla categoria. “Le scelte governative di prudente ripresa delle attività giudiziarie stanno, di fatto, incidendo negativamente sulle attività svolte dal c.a.v. Ipazia e dal suo ufficio legale – così la presidente del centro Antiviolenza “Ipazia” Daniela La Runa – I differimenti dei procedimenti civili e dei processi penali, i difficoltosi accessi per consultare i fascicoli o interloquire con i magistrati, i problemi legati alle liquidazioni dei gratuiti patrocini, previsti legislativamente per le vittime di maltrattamenti in famiglia ed atti persecutori, non possono compromettere il faticoso lavoro di rete svolto per la messa in sicurezza e la tutela delle donne vittime di violenza”.

Presente anche l’associazione Avvocati Amministrativisti di Siracusa che ha aderito per “rappresentare la gravità della ostracizzazione dell’avvocatura dal ruolo di soggetto co-protagonista nel funzionamento della Giustizia, relegata invece a mera spettatrice della sua organizzazione e della sua gestione nel periodo pandemico – le parole della presidente Marilena del Vecchio – considerato che l’evidente pretermissione dell’Avvocatura e della sua funzione equivalga a pretermissione dell’utenza rappresentata a cui servizio, è bene ricordarlo, è posta la Giustizia”.

Tra le associazioni aderenti anche l’Aiga (Associazione italiana giovani avvocati), che attraverso la presidente Patrizia Dugo ha rilevato “l’esigenza di ripresa dell’attività giudiziaria e di continuità e tempestività dell’attività giurisdizionale, inibita dal sostanziale silenzio, circa la sua concreta attuazione, ad oggi manifestato dagli organi di governo” condividendo le riflessioni espresse dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Siracusa.

La Camera Penale “Pier Luigi Romano” ha quindi redatto una lettera firmata dal presidente Silvestre Costanzo e inviata al presidente del Tribunale Antonio Alì e al Procuratore Sabrina Gambino l’invito a modificare le attuali misure organizzative fornendo la disponibilità per l’individuazione di correttivi e per ristabilire le modalità di accesso agli uffici, che tengano conto anche delle esigenze degli avvocati.


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