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Granata sui concerti al Teatro Greco: “saranno nel pieno rispetto delle normative, dell’antico monumento e della Carta di Siracusa” |Baio (Pd): "no agli spettacoli"

"I concerti daranno infine un contributo fondamentale sia alla varietà della offerta culturale proposta a cittadini e viaggiatori dalla nostra Amministrazione in collaborazione con il Parco archeologico e la Soprintendenza, sia alla ripresa economica della città attraverso un indotto che si preannuncia particolarmente rilevante

Nel rispetto dell’opinione di qualche archeologo, espressa legittimamente ma a titolo personale, i “Grandi Concerti” al Teatro Greco, sono stati regolarmente autorizzati dalla Soprintendenza e dal Parco Archeologico, oltre che direttamente dall’Assessorato regionale ai Bbcc”. A dirlo Fabio Granata, assessore alle Politiche culturali che replica così a Fabio Caruso, archeologo del Cnr, che anche per conto di alcuni suoi colleghi ha detto “no” ai concerti previsti questa estate (Gianna Nannini, Claudio Baglioni ed Elisa) al Teatro Greco.

Per Granata, invece, i grandi concerti, voluti dall’amministrazione e dall’assessorato alla Cultura e al Turismo, sono stati scelti con particolare cura in base alla qualità dello spettacolo e degli artisti stessi, e sarebbero perfettamente compatibili con il più antico e importante Teatro Greco del mondo, il primo utilizzato da oltre 100 anni per gli spettacoli teatrali e per spettacoli di particolare qualità.

I concerti – spiega – si svolgeranno sulla stessa struttura lignea sapientemente allestita dall’Inda, struttura che ricopre e protegge le antiche pietre attraverso un sofisticato metodo di costruzione, frutto di studi approfonditi e della sapienza costruttiva delle esperte maestranze dell’Inda. Sarà la stessa struttura che precedentemente accoglierà quasi 200 mila spettatori in poco meno di due mesi e per spettacoli teatrali spesso amplificati con picchi di decibel più alti di quelli dei concerti”.

Granata è quindi convinto che la proposta culturale non possa intaccare in alcun modo le rigide prescrizioni della Carta di Siracusa, “documento fondamentale, nato peraltro da una mia iniziativa come assessore regionale ai Beni Culturali nel 2005 e da me firmato come parte pubblica in collaborazione con i migliori archeologi italiani ed europei e relativa alla utilizzazione degli spazi antichi dello spettacolo. Il monumento non corre quindi alcun rischio e i concerti, tutti di alto profilo e quasi tutti acustici, alcuni dei quali ospitati in importantissime aree archeologiche italiane, rappresenteranno una prestigiosa prosecuzione di una stagione culturale bellissima ma anche particolare poiché segna il ritorno definitivo alla normalità per la nostra città e per la Sicilia. I concerti daranno infine un contributo fondamentale sia alla varietà della offerta culturale proposta a cittadini e viaggiatori dalla nostra Amministrazione in collaborazione con il Parco archeologico e la Soprintendenza, sia alla ripresa economica della città attraverso un indotto che si preannuncia particolarmente rilevante”.


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