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I 4 dell’Apocalisse… del centrodestra: non si trova l’unità, si lavora per una coalizione parallela

Al momento la situazione è complessa: Forza Italia, Lega e Mpa hanno due o più anime

Bandiera, Bonomo, Cafeo e Vinciullo: ecco i 4 dell’Apocalisse… del centrodestra. Nessuna unità. Anzi. Al momento la coalizione è così spaccata che, oltre a essere consapevole di camminare verso una sconfitta data per certa su palazzo Vermexio, rischia di minare pure la possibilità di trovare una quadra verso le prime elezioni provinciali previste per il prossimo autunno. Il centrodestra rischia di sciogliersi come neve al sole. Una crisi da cui difficilmente si potrà uscire senza vittime, politicamente parlando.

Al momento la situazione è complessa: Forza Italia, Lega e Mpa hanno due o più anime.

Fratelli d’Italia non ha un vero interesse sul capoluogo ma punta tutto sul ritorno delle Province con Titti Bufardeci, che non vuole tornare a palazzo Vermexio ma potrebbe essere il re di via Roma. Non è un segreto, lo sanno tutti anche se non tutti sono d’accordo. All’interno di FdI, oltre a essere tutti concordi sulla strategia, si procede uniti e compatti sulle amministrative: pronti a sostenere ogni nome valido, purché ci si assuma la responsabilità di farlo e sia un candidato politico, non civico.

In casa Forza Italia è caos. Tramontata l’ipotesi Assenza (che piaceva ma non era un forzista), anche l’ex parlamentare Stefania Prestigiacomo è stata corteggiata ma ha declinato l’invito: non sarà la prima donna sindaco di Siracusa. Puntava su Assenza, oppure sul vecchio “pallino” Massimo Conigliaro, presidente dell’Ordine dei commercialisti. Ma sarebbe civico, e non può passare. Ecco allora che Riccardo (e Pippo) Gennuso fa il nome di Ferdinando Messina, storico consigliere comunale. Anche su di lui non si trova la quadra, quindi sarebbe un nome divisivo. Se non si va uniti non si vince. E Bandiera sembra quel corvo sopra la testa di chiunque: ex deputato e assessore regionale, sarebbe potuto essere l’uomo su cui puntare ma in questi anni il suo atteggiamento non è piaciuto a una fetta consistente del partito che, sempre politicamente, è mal sopportato. Assenza era il nome che univa FdI, parte di Fi e parte di Mpa (Carta). Ma nessuno ha scelto di forzare la mano, di assumersi la responsabilità di andare avanti con l’ex presidente Ias, che sarebbe andato su tutte le furie per il continuo tergiversare.

Bonomo, coordinatore provinciale di Mpa, lo ha detto a chiare lettere: con Assenza si perde. Né Carta né Bonomo vogliono perdere, ma non è detto che possano restare nel centrodestra né che possano restare insieme. Se si spacca, come sembra stia accadendo, ognuno andrà per la propria strada. Con Italia (tra sindaci ci s’intende) o, perché no, con l’officina civica di Garozzo o con il “Civico” Mangiafico.

Oppure assieme ai 4 dell’Apocalisse (sempre del centrodestra). Perché Vinciullo disconosce il referente della Lega al tavolo (Massimo Gionfriddo, che a questo punto non si capisce chi rappresenti) mentre Cafeo attendeva in silenzio un’eventuale segnalazione dall’alto a seguito di un tavolo regionale che invece tarda a chiudersi. Entrambi oggi sono disposti a mantenere unito il centrodestra ma lavorano per un’alternativa valida. E tutti e 4, oggi, si guardano attorno.


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