In tendenza

“I colori di Olivio Sozzi”: domenica incontro a Melilli

Presentazione dei risultati ottenuti dall’analisi fotogrammetrica del soffitto ligneo della navata maggiore della Basilica

Si terrà domenica 23 gennaio alle 19 alla Basilica di San Sebastiano a Melilli l’incontro dal titolo I colori di Olivio Sozzi, durante il quale Italia Nostra Melilli presenterà i risultati ottenuti dall’analisi fotogrammetrica del soffitto ligneo della navata maggiore della Basilica.

Il soffitto ligneo della navata maggiore della Basilica di San Sebastiano a Melilli è tra i molti tesori custoditi dalla cittadina iblea. La tecnica utilizzata, nella metà del XVIII secolo dall’ambitissimo pittore del tempo Olivio Sozzi, è assai inconsueta: pittura a tempera e ad olio su una tela (lunga oltre 27 metri e larga più di 7), applicata a 14 metri di altezza su un tavolato di pregiato legno veneziano.

A nessuno, fedele o visitatore, che metta piede in questa tanto barocca quanto affascinante chiesa può sfuggire la maestosità di un’opera d’arte di tal fatta: 199 metri quadrati di pittura dal gusto raffinato ed elegante. Tra finte architetture, che tendono a squarciare il soffitto, sono rappresentati la Gloria di San Sebastiano, santo titolare della chiesa, al centro, e, su altri due pannelli, la Vittoria della Fede sull’idolatria e la Pace e la Giustizia.

Ormai da almeno un decennio questo magnifico esempio di manierismo settecentesco siciliano presenta, purtroppo, fessurazioni fra le tavole che fanno da supporto alla tela dipinta e questa, di conseguenza, subisce strappi corrispondenti alle giunture delle liste di legno. Non mancano, poi, notevoli chiazze di umidità che hanno prodotto fioriture e screpolature.

Italia Nostra Melilli monitora da tempo le condizioni in cui versa questa preziosa opera d’arte e, in occasione della Giornata virtuale dei beni in pericolo – Lista Rossa 2020 (dedicata al recupero, alla difesa del patrimonio storico-artistico e del paesaggio, alla sensibilizzazione sull’azione di tutela), ha scelto questo bene artistico del territorio – che indubbiamente fa parte dell’identità della comunità melillese, lo ha segnalato alla Lista Rossa e ha proposto un progetto per il suo recupero.

Un progetto, a dire il vero, molto ambizioso: la documentazione minuziosa delle condizioni in cui versano soffitto ligneo e tela attraverso un rilievo fotogrammetrico, colorimetrico a canali separati e ad alta risoluzione, comprensivo dell’esame alla fluorescenza. Per un monitoraggio immediato, per mettere preventivo riparo ad eventuali perdite (anche parziali o di dettagli, dovute ad acqua, fuoco, crolli, infiltrazioni o, più banalmente, all’inclemenza del tempo), per fornire il punto di partenza di una eventuale fase preparatoria per un futuro restauro.

Un progetto anche costoso per l’intervento di professionisti altamente specializzati che, oltre a presentare i risultati della rilevazione, stilino una accurata carta dei rischi legata alla pericolosità territoriale e alla vulnerabilità del monumento.

Un progetto che ha visto la realizzazione della sua prima fase (la rilevazione fotogrammetrica, colorimetrica e l’esame alla fluorescenza) grazie alla caparbietà della prof.ssa Nella Tranchina, presidentessa di Italia Nostra Melilli, e del direttivo della sezione: i fondi necessari per la realizzazione di questa attività (tanto innovativa dal punto di vista tecnologico quanto necessaria per la preservazione del bene) sono stati recuperati grazie al bando di Democrazia Partecipata, pubblicato dal Comune di Melilli nel novembre 2019. Italia Nostra Melilli ha richiesto di aderire al Bilancio Partecipativo e ha ottenuto la somma necessaria a finanziare la prima fase del progetto che si è realizzata dal 3 al 6 dicembre 2020: l’ing. Marcello Melis, CEO Profilocolore Srl unipersonale, Marco Cardinali, storico dell’arte e delle tecniche artistiche, e Matteo Positano, chimico specializzato nei beni culturali, di Emmebi diagnostica artistica s.r.l, hanno provveduto alla rilevazione dei dati.

Profilocolore Srl ed Emmebi diagnostica artistica srl sono stati scelti dopo attenta analisi del panorama di riferimento dalla sezione Melilli di Italia Nostra che, rappresentata da tre membri, ha partecipato al Forum Nazionale Technology for All (fortemente voluto dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini promotore insieme a Italia Nostra Onlus, al CNR, alle Università La Sapienza e Tor Vergata), per promuovere e divulgare la conoscenza e l’uso dei nuovi mezzi tecnologici nell’ambito dei beni culturali.

E domenica 23 gennaio i risultati del monitoraggio saranno presentati al pubblico dall’ing. Melis, che illustrerà le tecniche utilizzate, le analisi effettuate, i processi di elaborazione applicati. A presenziare l’incontro Don Giuseppe Blandino, parroco della Chiesa di San Sebastiano, il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, e il dott. Salvatore Martinez, Soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa.

A moderare il dott. Alberto Limoli, Referente del Settore Educazione di IN Melilli, che dichiara: “Appurare quali siano stati i colori, i pigmenti, usati da Sozzi ci riconduce in un universo settecentesco non solo artistico, ma fatto anche di tecnica, di credenze e di ideali; un mondo fatto di sottigliezze di mestiere, ma anche di superstizione. Mestiere significa anche economia come pure sofferenza per i disagi connessi al lavoro. Questa consapevolezza cambia il modo con cui noi guardiamo all’opera d’arte, il nostro sguardo su Sozzi e il suo mondo”.

A intervenire, insieme all’ing. Melis, Don Rosolino Vicino, Cappellano del Monastero Montevergini in Sortino, con una lettura teologica della Gloria di San Sebastiano, e il prof. Giuseppe Immè, Vicepresidente Regionale di IN Sicilia con un contributo dal titolo Melilli: i registri figurativi di Olivio Sozzi e il manierismo siciliano in pittura del XVIII secolo.

La pittura siciliana del Settecento – sostiene Immè, anche vicepresidente IN Melilli – ebbe diversità di tendenze e di espressioni, a seconda dell’influenza esercitata dalle scuole ora napoletana ora romana; da queste l’arte siciliana del XVIII secolo trasse spunti, è vero, nel senso della indiscutibile monumentalità, dell’esuberante colorismo e dell’impetuosa costruzione scenografica. Ma non fu semplice imitazione e per quanto riguarda Sozzi ci fu, certamente, emulazione dei grandi artisti (del passato e a lui contemporanei), ma con un’interpretazione del tutto personale, caratterizzata dal disegno vigoroso e da ampie pennellate dai colori vivaci. A tal riguardo piace ricordare le espressioni essenziali di Luigi Mauceri, nel saggio A proposito di alcune opere esistenti in Melilli, in «Rassegna d’Arte» del 1908 «La chiesa di San Sebastiano, in Melilli, ha tutto un apparato di arte settecentesca. Olivio Sozzi, catanese, mistico e gentile, ne dipinse il soffitto elegante, della nave centrale come di quelle laterali», e le parole di Pietro Roccaforte su P. Fedele da S. Biagio pittore e letterato, Palermo 1968, il quale descrive Sozzi come provvisto «di fervida fantasia, di spirito poetico, di nobiltà di idee, di squisita sensibilità, di grazia trasparente e di luminosità interiore, scaturite da profonde convinzioni religiose e dalla illibatezza della sua coscienza”.

L’incontro ha uno scopo ben preciso, come tiene a sottolineare la prof.ssa Nella Tranchina, Presidente IN Melilli: “la Collettività ha, nei confronti dei Beni Culturali, una grande responsabilità sia che essi siano di proprietà comunale sia che essi siano di proprietà ecclesiastica: è un obbligo morale e civile custodire e assicurare la conservazione del patrimonio storico cittadino, affinché le generazioni future possano riconoscersi ed elevarsi culturalmente e spiritualmente traendo beneficio e godimento dalla sua fruizione. È per tale motivazione che Italia Nostra Melilli ha proposto all’Amministrazione comunale il progetto di Democrazia partecipata 2019, individuando nel soffitto dipinto della Basilica di San Sebastiano, quello maggiormente bisognevole di “attenzione”, per conoscere lo stato attuale di danneggiamento e far comprendere la necessità di intervenire per la conservazione”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo