fbpx

I medici Asp di Siracusa puntano il dito contro la “macchina del fango” e chiedono “alleanza” ai cittadini

I tamponi effettuati sono poco più di 2 mila: “Siracusa ha un tasso di 1,99 casi per 10.000 abitanti, contro la media regionale di 3,72”

Dopo aver incassato per quasi due giorni le accuse nate dopo la messa in onda del servizio di Report ecco la replica dell’Asp. O almeno di buona parte dei suoi vertici. Non del direttore generale Salvatore Lucio Ficarra, ma del Direttore Sanitario dell’Asp, Anselmo Madeddu, che ha firmato una nota congiunta insieme con i Direttori di Dipartimento delle strutture territoriali dell’Asp di Siracusa. Tutti a fare quadrato e a fornire una propria versione dei fatti e del lavoro fin qui fatto.

Certe polemiche – si legge – lasciano perplessi e non trovano riscontro nei numeri e nei fatti. I medici dell’Asp di Siracusa non ci stanno e rispondono alla macchina del fango, firmando compatti un documento che accomuna direzione sanitaria, capi dipartimento e primari. Nessuno, in tutto il Mondo, è nato istruito per fronteggiare un virus che appena 3 mesi fa l’intero pianeta sconosceva.” Vero, così com’è vero che fino a oggi né dalla direzione sanitaria né dai primari né tantomeno dai direttori di dipartimento prima di oggi ci sia stata una levata di scudi pubblica per le condizioni e per le strutture in cui hanno lavorato e lavorano tutt’oggi.

Il Covid-19 viene definito dai medici un “mostro” che in Italia ha mietuto 14.000 vite, ha ammalato 118.000 persone, ha infettato 12.000 operatori sanitari, uccidendo 82 medici e 23 infermieri. “Prima di disinformare e terrorizzare i cittadini, informatevi – tuonano -. Basta visitare il sito della Regione per rendersi conto che al 7 aprile a Siracusa si osservano solo 80 dei 1859 casi della Sicilia, a fronte dei 551 di Catania, dei 327 di Messina, e persino dei 273 della piccola Enna. Ciò significa che Siracusa ha un tasso di 1,99 casi per 10.000 abitanti, contro la media regionale di 3,72, la metà.”

Per i firmatari della nota si tratta di numeri che direbbero come a Siracusa (con Ragusa) ci sia il tasso più basso dell’Isola. Ma sono numeri che devono essere rapportati anche al numero di tamponi effettuati e analizzati, dato che l’Asp ieri ha evidenziato essere poco più di 2 mila dall’inizio emergenza. “Ma questo vale per tutta la Sicilia – dicono – e dunque i rapporti non cambiano

Sempre restando nella pura numerologia i firmatari del documento certificano come a Siracusa i ricoveri e i decessi siano i più bassi della media regionale, mentre le guarigioni sarebbero le più alte con 0,65 contro lo 0,23 della Sicilia, tre volte di più.

E tutto questo – si legge ancora – è il frutto di un lavoro oscuro e immane che dirigenti, medici e infermieri stanno portando avanti in silenzio, con umiltà e impegno in pochissimo tempo”. Un lavoro che nessuno ha mai messo in discussione, anzi, visto che nei confronti del personale medico e infermieristico dell’Asp da tempo si è aperta una vera e propria corsa agli aiuti con donazioni da aziende e privati di ogni genere e tipo e che tutte le accuse fin qui oggi rivolte all’azienda da politica e sindacati erano rivolte al management.

Direttore sanitario e dirigenti di dipartimento poi ricostruiscono la storia dei contagi da Coronavirus nella nostra provincia. Il primo caso accertato di Covid a Siracusa risale al 2 marzo. “Il 24 febbraio – ricordano – era stata già istituita l’Unità di Crisi. Sin dai primi ricoveri è stato sperimentato l’uso del tocilizumab. Il 27 febbraio è stata montata la prima tenda pre-triage, e il 5 marzo erano già operativi tutti i pre-triage della provincia per separare percorsi e fornire filtri ai Pronto Soccorso. Il 10 marzo era già pronta la prima revisione della Rete Covid. L’indomani sono partiti i lavori al Padiglione Nord dell’Umberto I. Subito dopo sono stati attivati i primi 8 posti letto di rianimazione covid. Il 16 marzo sono stati consegnati i lavori dei primi 18 posti letto covid al Padiglione Nord. Il 19 marzo sono partiti i Centri Covid di Noto ed Augusta. Il 25 marzo, in tempi record, sono stati completati i lavori del nuovo impianto dei gas medicali al Padiglione Nord. L’indomani vi sono stati attivati 36 posti letto covid, e 12 sono stati attrezzati con ventilatori e monitor per poter intubare i più critici. Il 26 marzo sono state istituite le Unità Speciali di Continuità Assistenziale. Il 31 marzo sono stati ottimizzati altri percorsi covid. Una corsa contro il tempo ed un lavoro massacrante. E oggi, la Sanità siracusana dispone di 5 pre-triage, un’ampia area dedicata ai grigi, una diagnostica tac dedicata, una Terapia Intensiva Covid, 48 p.l. per pazienti a media complessità all’Umberto I, 14 ad Augusta e 18 a Noto, per un totale di 80 posti letto covid, a fronte ancora di soli 42 ricoveri. E con le successive revisioni i p.l. attivabili sono stati ancora aumentati. Questi sono i fatti (in appena un mese!). E questi i numeri: i migliori dati epidemiologici dell’Isola”– dicono con forza

Ma questo non spiegherebbe perché il 27 marzo dopo un summit notturno convocato d’urgenza in Prefettura, la Regione abbia deciso di affiancare i vertici Asp con il Covid-team, né perché il trio che lo compone abbia deciso di rivedere il piano aziendale e di avviare lavori al Pronto Soccorso per l’istituzione di tre percorsi separati per i pazienti “puliti”, “sporchi” e “grigi”.

In chiusura di nota i firmatari chiedono rispetto per il proprio lavoro affermando come in questo momento così drammatico sia “vergognoso e socialmente pericolosissimo questo gioco al massacro nei confronti di chi, nessuno escluso, si sta prodigando senza risparmio in una battaglia in cui l’unico nemico da combattere è la malattia. I medici della ASP di Siracusa chiedono alle Istituzioni solidarietà e ai cittadini di ristabilire quel forte patto di alleanza che è necessario per combattere l’unico vero nemico che è la “malattia”. Oggi più che mai è necessario essere uniti e perseguire tutti insieme il bene comune”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo