“Genitori e Bambini davanti ai nuovi media – Salvare i bambini dai pericoli del web”. Questo il tema di un incontro-dibattito promosso ed organizzato dalla presidenza parrocchiale dell’Azione Cattolica della parrocchia Immacolata Concezione – Chiesa Madre di Carlentini, che rientra nelle attività culturali e formative dell’associazione per l’anno 2009/2010.
Il dibattito – che si svolgerà questa sera, alle ore 19.15, in Chiesa Madre – vedrà quale relatore d’eccezione don Fortunato Di Noto, parroco della Chiesa Madonna del Carmine di Avola e fondatore e presidente dell’associazione “Meter”, che da anni lotta contro la pedofilia ondine e contro gli abusi sui minori. L’associazione Meter ha aperto in tutta Italia 15 sportelli con 300 operatori e denunciato migliaia di siti pedopornografici. Don Di Noto, che ha portato avanti tantissimi progetti collaborando con la magistratura e le forze dell’ordine, parlerà del fenomeno della pedofilia e dei nuovi pericoli del web.
L‘incontro, moderato dal giornalista Salvatore Di Salvo, si aprirà con i saluti dell’arciprete don Salvatore Caramagno, parroco della Chiesa Madre, e del prof. Alfio Castro, presidente parrocchiale dell’Azione Cattolica Italiana. All’organizzazione dell’incontro ha partecipato anche Oscar Donato, consigliere diocesano dell’Acr, che ha curato alcuni rapporti con gli educatori e animatori del Settore Giovani dell’Azione Cattolica.
“Il tema scelto dalla presidenza parrocchiale di Azione Cattolica – ha detto il presidente parrocchiale di Azione Cattolica, prof. Alfio Castro – ha due obiettivi: Il primo che consiste nel ritenere fondamentale la centralità della famiglia nei confronti dell’educazione dei figli, e la grande responsabilità che essa ha nella loro crescita fisica, psichica e socio relazionale. La famiglia è stata definita da Vittorio Bachelet come «Cellula di Pace,[…] non solo perché, destinata com’è a trasmettere e far crescere la vita, è radicalmente contraria allo spirito di Caino che è spirito di morte, ma perché è cellula nella quale si impara che solo nella reciproca dedizione, caratteri, mentalità e generazioni diverse si possono incontrare in una comunità gioiosa che non annulla le diversità ma ne fa contributo all’arricchimento di tutti». Il secondo consiste nel ruolo che la famiglia veste in relazione all’educazione dei figli ai linguaggi dei nuovi media. Molto spesso le famiglie se non sono analfabete il relazione ai linguaggi informatici, sono assenti nel momento in cui i bambini navigano in questo mondo cibernetico”.
“Purtroppo – ha aggiunto Castro – il mondo di internet diventa, parafrasando un opera di Martin Heidegger, un Holzwege (Sentieri interrotti), cioè un “luogo” in cui un sentiero ci introduce nel “bosco” e poi si perde la traccia per uscirne fuori. Quello diventa in momento critico in cui il bambino è in balia di se stesso e facile preda dell’Orco di turno che approfitta della poca esperienza del bambino per offenderlo nella natura umana e divina, si divina perché ognuno di noi è “Imago Dei” e i bambini lo sono nel grado sommo della purezza”.
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