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I sindaci di Noto e Palazzolo sulle responsabilità dei vertici Asp, ritardi nei tamponi e fase due

Uno è un fiume in piena, l’altro invece è più riflessivo. Ma in fondo sia il sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo, sia il collega di Noto Corrado Bonfanti sono sulla stessa frequenza d’onda

Uno è un fiume in piena, l’altro invece è più riflessivo. Ma in fondo sia il sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo, sia il collega di Noto Corrado Bonfanti sono sulla stessa frequenza d’onda: non è tempo di processi sommari, i vertici Asp non si toccano ma soprattutto la politica deve cambiare direzione per quanto riguarda la sanità. I due primi cittadini sono stati ospiti stamattina della diretta sui canali social del nostro network in cui si è ovviamente discusso dell’attualità condita dall’emergenza Covid.

Bonfanti che a Noto con il Trigona ha uno dei 3 covid-center, ha ammesso come al netto delle difficoltà iniziali a oggi la macchina sanitaria stia lavorando a pieno regime, pur ammettendo qualche piccola difficoltà e ritardo per quanto riguarda gli esiti dei tamponi. Argomento sensibile anche al primo cittadino di Palazzolo che ha denunciato con forza come sull’argomento si siano registrati episodi a dir poco spiacevoli come la perdita di tamponi o le denunce in Procura di alcuni cittadini che hanno atteso oltre i 14 giorni previsti dall’ordinanza regionale prima di essere convocati per fare l’esame di fine isolamento e che a causa di questi ritardi rischiano anche il posto di lavoro.

Su una cosa però Noto e Palazzolo sono distanti: la visione della cosiddetta “fase 2”. Gallo in merito si è dichiarato molto scettico: “In questa situazione pensare ad aprire con la fase due vuol dire farlo alla cieca – ha detto -. Se non ci fossero state le misure di restrizione, oggi avremmo avuti molti più contagi e decessi. Capisco la bramosia di uscire, ma con quali sicurezze? Quelle di essere protetti solo dalla mascherina senza avere un quadro certo dei positivi e degli asintomatici?

Diversa la posizione a Noto, dove il sindaco Bonfanti ha già emesso un’ordinanza che obbliga la cittadinanza a coprire naso e bocca con mascherine o con delle sciarpe nel caso in cui dovesse uscire da casa. “La rivendico come decisione – ha affermato – e la fase due, quella della lenta riapertura, non mi preoccupa”.

I due a dire il vero sono anche “uniti” da una nota, firmata anche da altri amministratori, in cui si ribadisce piena fiducia nei vertici Asp. Un documento congiunto nato durante i primi giorni di aprile e che oggi – al netto delle polemiche e delle criticità emerse – non scalfisce la posizione dei due.

La mia posizione nei confronti dei vertici Asp – dice il primo cittadino di Noto – è quella di massima collaborazione e terminata la pandemia si analizzerà cosa non è andato. Non sta a me giudicarli o chiedere la loro testa, ma devo far notare cosa non è andato per il verso giusto”. Insomma, Bonfanti conferma la presa di posizione di quel documento e allo stesso tempo chiede alla politica di invertire la rotta per quanto riguarda le politiche sanitarie. “Se questa pandemia – prosegue – ha evidenziato un aspetto importante è quello dell’importanza di una politica fatta di scienza, con una sanità di meritocrazia. La più grande responsabilità della politica nella sanità è di aver messo da parte la meritocrazia, non solo nei vertici ma anche nei responsabili di unità operative semplici e complesse e giù a scendere. Questa pandemia ci deve costringere a rivedere tutto. Iniziamo a fare proposte di legge che modifichino il sistema e che ci porti da qui a 10 anni ad avere una sanità all’altezza della situazione.”

Anche per il primo cittadino di Palazzolo questo non è il momento dei processi, anche perché “già di fatto siamo stati commissariati dal Covid team. Mi dispiace che come letto su alcuni giornali la sanità siracusana sia stata commissariata dai catanesi, ma è quello che abbiamo voluto con le non scelte della nostra politica negli ultimi 25 anni, a partire da quella per l’area del nuovo ospedale.” Anche se non lesina una stilettata nei confronti del direttore generale dell’Asp e di quello sanitario, affermando che “si sarebbero dovuti dimettere perché hanno delle responsabilità e adesso sono gestiti da dei commissari”.

Ma, finito di tuonare, Gallo, rivede – almeno in parte – la propria posizione. “Ora non ha senso cercare in capro espiatorio, dopo ci sarà la resa dei conti, ma non è questo il momento. Facciamoli lavorare adesso, così come fin da adesso si deve pensare a costruire il nuovo ospedale di Siracusa in tempi record. L’impegno della politica deve essere questo, non nominare primari o far diventare gli infermieri degli amministrativi.”


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