La vicenda della bambina di 7 anni al centro del complesso percorso di ricongiungimento familiare approda in Parlamento. Il deputato di Azione Matteo Richetti ha infatti presentato un’interrogazione ai Ministri della Giustizia e della Salute, chiedendo verifiche urgenti sulle modalità con cui è stato gestito il caso.
Al centro dell’atto parlamentare, il percorso avviato dal Tribunale per i Minorenni di Catania che, dopo aver disposto nel 2022 l’affidamento preadottivo della minore, ha successivamente orientato la procedura verso il ricongiungimento con la madre biologica.
Nel documento si sottolinea come il passaggio da una famiglia affidataria a quella d’origine rappresenti una fase estremamente delicata per lo sviluppo psicofisico del minore. Un principio più volte ribadito anche dalla giurisprudenza europea, con richiami all’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo sul rispetto della vita privata e familiare.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, per il parlamentare nazionale la gestione del percorso avrebbe mostrato diverse criticità: l’assenza di un progetto strutturato di accompagnamento al ricongiungimento; la mancata costruzione di un rapporto tra la madre biologica e la famiglia affidataria e l’allontanamento progressivo della bambina dal proprio contesto di vita, dalla scuola e dalle relazioni affettive.
Elementi che, sempre secondo l’atto parlamentare, avrebbero inciso negativamente sull’equilibrio della minore, fino a determinare segnali di disagio come il rifiuto della frequenza scolastica.
Particolare attenzione viene posta da Richetti sulla decisione, adottata a inizio aprile, di procedere al trasferimento della bambina in una nuova famiglia affidataria “ponte”, misura ritenuta necessaria dai servizi per favorire il ricongiungimento.
Una scelta che, tuttavia, viene contestata nell’interrogazione: le difficoltà del percorso non sarebbero attribuibili agli affidatari, ma piuttosto a carenze organizzative nella gestione del processo di riavvicinamento.
Tra i punti più delicati segnalati, anche l’assenza di misure che garantiscano la permanenza della madre biologica sul territorio nazionale durante il percorso. Una circostanza che – secondo Richetti – potrebbe esporre la minore al rischio di un ulteriore sradicamento dopo il ricongiungimento.
Con l’interrogazione, il parlamentare chiede ai Ministri di Giustizia e Salute di verificare la correttezza delle procedure adottate e la reale tutela del superiore interesse della minore, di valutare un’eventuale sospensione temporanea del ricongiungimento, di considerare misure che garantiscano la permanenza della madre in Italia durante il percorso e infine di attivare una consulenza specialistica per valutare l’impatto psicologico sulla bambina e individuare modalità più adeguate.
La vicenda, già al centro dell’attenzione pubblica a Siracusa, assume ora una dimensione nazionale. Sullo sfondo resta il tema, complesso e delicato, dell’equilibrio tra decisioni giudiziarie e tutela concreta del benessere dei minori
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