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Il Comune di Floridia è in default: la conferma dai Revisori dei Conti. Carianni: “da qui, adesso, dobbiamo rinascere”

La questione del dissesto mercoledì verrà dibattuta in Consiglio comunale, si parla di circa 12 milioni di euro di disavanzo

Il “default” del comune di Floridia viene certificato anche dal collegio dei Revisori dei conti che nel documento di analisi contabile dell’ente scrive a chiare lettere come questo si trovi “in uno stato di dissesto finanziario”. Una notizia già nota, ma che adesso trova ulteriore conferma dal giudizio dell’organismo che di anno in anno certifica lo stato di salute economico-finanziario del Comune.

Il collegio dei revisori dei conti ha infatti confermato che il Comune di Floridia è in dissesto. “La situazione – si legge nella relazione firmata da Gloria Dalleo, Angelo Ferrante Bannera e Francesco Vito – non trae origine dalla gestione di questi ultimi anni ma ha origini ben più remote, anche se da un punto di vista “numerico” le problematiche si sono evidenziate con l’approvazione del rendiconto della gestioen dell’esercizio 2015 e l’entità del riaccertamento straordinario del 2015, è evidente conseguenza del fatto che negli esercizi precedenti, la gestione dei residui non ha avuto quell’attenzione e quella oculatezza che avrebbe dovuto avere. E tale comportamento ha contribuito ha contribuito a coprire evidenti squilibri”.

La questione del dissesto mercoledì verrà dibattuta in Consiglio comunale, si parla di circa 12 milioni di euro di disavanzo. “Sin dall’inizio del mio mandato ho messo mano alla situazione finanziaria e contabile del Comune, cercando di farlo uscire da una condizione patologica e difficile che, come asserisce il collegio, vive da tanti anni, ma, sin dall’inizio, la strada era chiara – le parole del sindaco Marco Carianni – Ed è da questa consapevolezza, allora, che bisogna cominciare a costruire il futuro della città, facendo tesoro dei tanti errori che sono stati commessi negli ultimi anni per evitare di ripeterli in futuro. Avrei tante cose da dire, accuse da muovere, ma non siamo in tribunale e, onestamente, non lo ritengo rispettoso nei vostri confronti. Anche perché noi promuoviamo la società della bellezza, la cultura dell’impegno, e non quella del risentimento e dell’odio che è un cancro sociale. Da qui, adesso, bisogna ricominciare. Da qui, adesso, dobbiamo rinascere”.


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