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Il Duomo di Siracusa che poggia su un tempio greco: le colonne sono ancora intrappolate nelle mura

Il Duomo di Siracusa costruito su un tempio greco del V secolo a.C.: colonne doriche inglobate nelle mura, storia millenaria e architetture uniche a Ortigia

Duomo di SIracusa

Il Duomo di Siracusa, nel cuore dell’isola di Ortigia, è uno dei monumenti più straordinari e affascinanti del Mediterraneo. La sua unicità sta in un dettaglio che non ha eguali al mondo: la cattedrale cristiana sorge direttamente su un tempio greco del V secolo a.C. e ne ingloba ancora oggi le imponenti colonne doriche, visibili sia all’esterno che all’interno dell’edificio. Un autentico libro di pietra che racconta oltre duemila anni di storia ininterrotta.

Un tempio greco trasformato in cattedrale

Il Duomo di Siracusa poggia sulle fondamenta del Tempio di Atena (o Minerva), edificato nel V secolo a.C. dal tiranno Gelone per celebrare la vittoria sui Cartaginesi nella battaglia di Imera. Il tempio, di ordine dorico, era esastilo e periptero, con sei colonne in facciata e quattordici sui lati lunghi. Secondo lo scrittore greco Ateneo, il frontone era decorato da un grande scudo di bronzo dorato della dea Atena, utilizzato come punto di riferimento per i naviganti che entravano e uscivano dal porto di Siracusa.

Quello di Ortigia è probabilmente l’unico tempio greco che può dirsi “vissuto” senza interruzioni dall’età classica fino ai giorni nostri. Le colonne, ancora perfettamente riconoscibili, sono state inglobate nelle mura del Duomo, creando una fusione architettonica irripetibile.

Le colonne doriche ancora visibili

Oggi, sul fianco sinistro del Duomo di Siracusa, sono chiaramente visibili alcune colonne del tempio greco, complete dello stilobate su cui poggiavano. All’interno della cattedrale, invece, si possono osservare nove colonne del lato destro del periptero e le due che precedevano la cella. Il pavimento lucido, la luce che filtra dalle finestre e la presenza di decine di colonne ancora intatte rendono l’esperienza di visita unica al mondo.

Un luogo sacro da oltre 2.700 anni

Il sito del Duomo è considerato sacro fin dall’antichità più remota. Prima del tempio dorico di Atena, esisteva già un luogo di culto risalente all’VIII secolo a.C., con un altare riportato alla luce dagli scavi del primo Novecento. Successivamente venne edificato un tempio della metà del VI secolo a.C., seguito poi dall’imponente Athenaion di Gelone.

La strada che conduceva al tempio era conosciuta come Hiera odòs, la “via sacra”, a testimonianza del ruolo centrale che quest’area rivestiva nella vita religiosa della polis siracusana.

Dall’età bizantina ai normanni

Con l’avvento del cristianesimo, il tempio greco fu trasformato in basilica. I bizantini lasciarono un’impronta profonda nella struttura, successivamente modificata durante il periodo islamico: dopo la conquista araba, il Duomo fu risparmiato dalla distruzione e convertito in moschea, divenendo il principale luogo di culto musulmano della città.

Con i normanni, Siracusa tornò cristiana e il Duomo riprese il suo ruolo di cattedrale. Fu ricostruito e dotato di una facciata normanna, descritta dalle fonti come maestosa e austera.

Il terremoto del 1693 e il volto barocco

Il devastante terremoto del 1693 distrusse gran parte della Sicilia orientale, ma il Duomo di Siracusa resistette. Crollò la facciata normanna, ma la struttura interna, comprese le colonne del tempio greco, rimase intatta. La ricostruzione in epoca tardo-spagnola conferì alla cattedrale l’attuale facciata barocca, uno dei simboli più riconoscibili di Ortigia.

Anche durante la Seconda guerra mondiale, il Duomo resistette ai bombardamenti che danneggiarono gravemente molte chiese siracusane, confermando ancora una volta la solidità millenaria della sua struttura.

Un monumento unico al mondo

Il Duomo di Siracusa rappresenta uno dei rarissimi esempi di trasformazione continua di un edificio sacro, rimasto per secoli il fulcro religioso della città. Greci, bizantini, musulmani, normanni e spagnoli hanno lasciato qui la propria impronta, senza mai cancellare del tutto ciò che c’era prima.

È proprio questa stratificazione, con le colonne greche ancora “intrappolate” nelle mura della cattedrale, a rendere il Duomo di Siracusa uno dei luoghi più singolari e affascinanti al mondo: un simbolo identitario per i siracusani e una testimonianza vivente della storia del Mediterraneo.


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