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Il fallimento Sogeas chiede 6 milioni di euro al Comune di Siracusa, il Tar rimanda tutto al giudice ordinario

Sogeas sostiene che le somme per cespiti e manutenzione straordinaria sarebbero state liquidate mentre altre sarebbero rimaste insolute e per questo è stato emesso decreto ingiuntivo, poi revocato per ragioni di natura processuale

La Sogeas non c’è più, da anni ormai. Un fallimento annunciato seguito da un altro fallimento, quello di Sai8, che sta lasciando strascichi in entrambi i casi e con una storia ancora da scrivere. In mezzo il Comune di Siracusa, citato in giudizio dalla Società gestione acque Siracusa in liquidazione per il pagamento di quasi 6 milioni di euro oltre IVA e interessi, a saldo degli investimenti non ammortizzati per impianti, macchinari e manutenzione straordinaria, per effetto dell’anticipato scioglimento della concessione per la gestione del servizio idrico comunale.

Il Tar ha però dichiarato inammissibile il ricordo per difetto di giurisdizione e rinviato la controversia al giudice ordinario. Se ne parlerà in sede civile ancora per anni, quindi. La vicenda prende spunto dalla convenzione del 3 gennaio 1992 relativa all’espletamento del servizio idrico a Siracusa. Il fallimento Sogeas sostiene di essere creditrice dal Comune di 5.955.208,84 euro per alcuni investimenti effettuati e non ammortizzati nonostante la convenzione prevedesse che alla risoluzione del contratto, il Comune o l’eventuale ditta subentrante (Sai8, società comunque compartecipata tra Saceccav e Sogeas) avrebbe rilevato dalla società tutte le attrezzature, i materiali, gli apparecchi e gli impianti e il corrispettivo sarebbe stato determinato in contraddittorio in base al suo valore industriale al momento del cambio della gestione.

Sogeas sostiene che le somme per cespiti e manutenzione straordinaria sarebbero state liquidate mentre altre – quelle oggi richieste – sarebbero rimaste insolute e per questo è stato emesso decreto ingiuntivo, poi revocato per ragioni di natura processuale.

Il Comune invece ritiene infondata la richiesta sottolineando come la vicenda riguarderebbe il rimborso dei costi sostenuti per specifiche opere di manutenzione straordinaria e per gli acquisti di nuovi impianti e macchinari, rendendo inapplicabile la convenzione, con riflessi anche in termini di giurisdizione. E anche il Tar ha riconosciuto il difetto di giurisdizione, tanto da aver rinviato tutto al tribunale di Siracusa.


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