Un esempio concreto di come il verde possa essere progettato, curato e valorizzato nel tempo. Il giardino del Santuario della Madonna delle Lacrime è oggi una delle aree verdi più significative della città, non solo per estensione ma soprattutto per qualità progettuale e manutentiva. A sottolinearne il valore è l’agronomo Nino Attardo, che ne ripercorre origine, caratteristiche e punti di forza.
“Anche a dicembre possiamo osservare piante arboree fiorite – spiega Attardo – alcune delle quali fioriscono già dal mese di agosto, scelte appositamente per accompagnare il periodo delle festività della Madonnina”.
Tra queste spiccano specie succulente, esteticamente particolari, ma capaci di offrire fioriture di colori diversi in più stagioni, garantendo continuità visiva e interesse botanico.
Il progetto del parco, realizzato tra il 1998 e il 1999, nasce dall’esigenza di mitigare l’impatto architettonico del Santuario.
“Le collinette sono state create con terra da riporto – dice l’agronomo – per ammorbidire una superficie che inizialmente era prevista tutta a prato. L’obiettivo era rendere lo spazio più armonico, più accogliente per il visitatore e funzionale alle attività religiose”
Un elemento centrale del successo del giardino è la manutenzione costante. “Il fatto che oggi sia ancora leggibile l’identità del progetto originario – sottolinea Attardo – è merito della presenza continua di un giardiniere. Un solo operatore, con un costo irrisorio, se confrontato con le spese del verde pubblico in città”.
Un lavoro portato avanti per oltre 25 anni dalla stessa persona, che ha partecipato alla messa a dimora di alberi e arbusti, garantendo continuità e conoscenza profonda del luogo.
Il parco conserva anche alcune piante preesistenti. Complessivamente ospita circa 150 specie vegetali diverse e una superficie a tappeto erboso di 20.000 metri quadrati, la più estesa all’interno della città di Siracusa.
“Si tratta di un parco privato, appartenente alla Curia – precisa Attardo – ma non ha eguali”
Il confronto con il verde pubblico è inevitabile. “La manutenzione non è solo una questione di risorse economiche, ma soprattutto di competenze – osserva l’agronomo”
Un esempio emblematico è Villa Reimann, giardino storico con circa 200 specie vegetali, la cui gestione risulta problematica proprio per la mancanza di conoscenze specifiche.
Il giardino del Santuario della Madonna delle Lacrime si conferma così un modello virtuoso: un equilibrio riuscito tra progetto, biodiversità e manutenzione.
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