Economia

Il mercato della New Canapa Economy: cos’è?

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Negli ultimi anni, il settore della New Canapa Economy ha registrato una crescita e si è passati da una coltivazione di poche centinaia di ettari a qualche migliaio. Infatti in una rilevazione statistica fatta da Coldiretti risultano essere centinaia le nuove aziende agricole che nel 2018 hanno predisposto i loro terreni per la coltivazione della cannabis.

Non stupisce dunque che, nel giro di poco tempo, siano state molte le aziende predisposte a investire nel settore, e altrettante siano state le attività commerciali aperte al fine di vendere il prodotto.

Tra queste troviamo una piattaforma di e-commerce come Justbob, che si è dimostrato uno dei migliori shop di canapa legale. Con il termine “canapa legale” o “cannabis light” si fa riferimento a quella varietà di cannabis sativa che possiede una quantità di delta-9-tetraidrocannabinolo, comunemente chiamato THC, molto bassa e che dunque risulta idonea alla coltivazione e alla vendita.

Ma il valore di mercato della canapa legale non è l’unico fattore che ha spinto produttori e rivenditori ha occuparsi del commercio di marijuana legale. Sono molti gli usi a cui potenzialmente si presta questo particolare organismo vegetale, applicabile in campo manifatturiero, alimentare, energetico e medico.

La pianta di cannabis

La cannabis è una pianta appartenente alla famiglia delle cannabinacee e le sostanze chimiche che la compongono sono numerose. Dette cannabinoidi, alcune di queste sostanze presentano principi psicotropi. È il caso del famoso THC, che se assunto può causare forti alterazioni psicofisiche.

Differente è il Cbd, altro cannabinoide molto conosciuto, il quale non risulta essere psicoattivo ma sembra possedere interessanti proprietà benefiche per l’organismo umano. Impiegato anche in alcuni casi e in alcuni paesi in campo medico, è ricercato anche da molti consumatori che ne hanno riconosciuto il potenziale.

Le foglie e i fiori secchi della pianta di cannabis sono noti come marijuana, la quale può essere fumata o ingerita. La marijuana può inoltre contenere dosi variabili di THC e CBD. Nel caso della marijuana light saranno presenti un’alta percentuale di CBD e una bassa percentuale di Thc.

La cannabis nella storia

La pianta di canapa ha una lunga storia alle spalle e le prime coltivazioni sembrano attestarsi intorno al 500 a.C.. Dall’est all’ovest le piantagioni venivano sfruttate principalmente per la fabbricazione di tessuti e prodotti erboristici.

Originaria dell’Asia centrale, la pianta di canapa fu introdotta dapprima nelle coltivazioni dell’Africa, poi in Europa e infine nelle Americhe. La lavorazione della fibra veniva usata per fare vestiti, carta, vele e corde, e i semi venivano utilizzati per produrre farina, pane e cibarie simili.

Essendo una pianta a crescita rapida, facile da coltivare e dai molti usi, la canapa è stata ampiamente seminata nei territori dell’America coloniale. Non è un caso che, nei primi anni del 1600, le colonie della Virginia, del Massachusetts e del Connecticut richiedessero ai contadini di coltivare la canapa.

Queste prime piante avevano livelli molto bassi di delta-9-tetraidrocannabinolo, ovvero Thc. La sostanza psicotropa era però già conosciuta dalle culture antiche che, con grande probabilità, selezionarono alcune varietà di cannabis per produrre piante con livelli più alti di Thc, ai fini di utilizzarle durante le funzioni religiose o nelle pratiche di guarigione.

D’altro canto, erano anche usate le piante che contenevano un bassissimo grado di Thc e ricche di Cbd, ovvero di cannabidiolo, in quanto sostanza dagli effetti rilassanti e antinfiammatori, che ad oggi risulta essere il cannabinoide presente in quantità maggiore nella cannabis light.

Cannabis light

La marijuana light, chiamata anche canapa/cannabis light, erba legale o canapa depotenziata, è una varietà geneticamente modificata affinché i suoi fiori presentino percentuali di THC a norma di legge. Il THC, delta-9-tetraidrocannabinolo, è il principio psicoattivo della cannabis che influisce sulla psiche condizionando lo stato fisico della persona e le sue percezioni.

La differenza tra cannabis light e cannabis terapeutica è relativa alle concentrazioni di Thc e Cbd. Nel primo caso si tratta di un prodotto che presenta un contenuto di THC il quale, per essere autorizzato alla vendita, non deve superare lo 0,2% con una soglia di tolleranza intorno allo 0,6%. Nel secondo caso, invece, la percentuale di THC è differente e può variare dal 7 al 22%.

La cannabis light è oggi molto richiesta e da alcuni è affermato che il numero dei suoi consumatori è in crescita. Le motivazioni che portano le persone a provare la marijuana light sono disparate, a volte si tratta di pura curiosità, altre volte la si consuma per via delle proprietà rilassanti e distensive che le vengono attribuite.

La medicina sta attualmente approfondendo gli studi che riguardano il consumo della sostanza e i possibili effetti benefici, nonché eventuali collaterali. Tra le molte che sono state condotte in questi anni, alcune ricerche le riconoscono anche la capacità di alleviare disturbi infiammatori e di diminuire i fastidi legati a nausea e disturbi gastrointestinali.

A parte l’utilizzo a scopo medico, i prodotti a base di Cbd e, in particolare, l’olio ad alto contenuto di cannabidiolo, si sono rivelati utili per tutta un’altra serie di funzioni, come ad esempio l’aroma terapia o per la riduzione dell’acne, mentre l’olio di canapa può anche essere usato a fini alimentari.