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“Il paradosso Siracusano”: crescita economica senza benessere sociali. Lo scenario e le proposte di CNA per un nuovo modello di sviluppo

Lo studio indica che la crescita è trainata dal polo petrolchimico, che produce il 70% del valore aggiunto manifatturiero ma impiega solo il 6,8% degli occupati

Il Centro Studi CNA Siracusa, coordinato dall’avv. Elio Piscitello, ha presentato il policy brief “Il Paradosso Siracusano”, che fotografa una realtà unica in Italia: Siracusa è la provincia con la crescita del PIL più alta del Paese (+44,7% tra il 2019 e il 2025), ma si colloca al 106° posto su 107 per qualità della vita. Un modello di sviluppo che genera ricchezza senza distribuirla in maniera omogenea, con effetti complessi su occupazione, capitale umano e coesione sociale.

Lo studio indica che la crescita è trainata dal polo petrolchimico, che produce il 70% del valore aggiunto manifatturiero ma impiega solo il 6,8% degli occupati. La maggioranza dei lavoratori è impiegata con contratti a termine (68,3% contro il 34,2% nazionale) e le retribuzioni, come in larga parte del mezzogiorno, inferiori alla media italiana (€455/settimana nei servizi, -21% rispetto all’Italia). Il dualismo retributivo è marcato, con forti disparità tra settori e un significativo gender gap (le donne guadagnano il 25% in meno degli uomini, fino al 37% nel privato).

Dall’analisi emerge che la provincia è in piena transizione demografica negativa: tra il 2011 e il 2025 ha perso oltre 17.000 residenti (-4,3%). Siracusa è ultima in Italia per laureati tra i 25 e i 39 anni e presenta un tasso di NEET (giovani che non studiano e non lavorano) del 33,7%, più del doppio rispetto alla media nazionale. La disoccupazione giovanile è al 48,7% (contro il 21,1% nazionale) e la fuga dal territorio dei laureati STEM raggiunge il 32%.

Il sistema di welfare eroga €1,43 miliardi annui in prestazioni pensionistiche, pari al 17,1% del valore aggiunto provinciale, ben superiore alla media nazionale. Il rapporto attivi/pensionati è 1,44, con una proiezione di 1,28 nel 2030.

Nonostante le criticità, Siracusa dispone di risorse strategiche: turismo in crescita, patrimonio UNESCO, potenziale ambientale e progetti innovativi come l’Hub dell’idrogeno verde.

“Questi dati ci impongono una riflessione profonda – ha affermato Rosanna Magnano, Presidente territoriale CNA Siracusa – non possiamo accettare che la crescita economica resti confinata a pochi settori e non si traduca in benessere diffuso. CNA Siracusa opererà per un cambio di paradigma: serve una strategia che metta al centro le persone, le imprese e il territorio lavorando su azioni specifiche tanto nell’area sociale quanto per micro e PMI. Il cambio di scenario passa necessariamente da un irrobustimento della piccola impresa”.

“Il nostro tessuto produttivo è ricco di potenzialità – ha aggiunto Gianpaolo Miceli, Segretario CNA Siracusa – ma soffre di precarietà, bassi salari e fuga di giovani talenti. È urgente intervenire con misure concrete per sostenere le PMI, favorire l’occupazione stabile e ridurre i divari di genere e generazionali.”

Da CNA Siracusa si tracciano alcune direttrici utili per un 2026 cruciale rispetto ad un trend difficile e complesso. Si ritiene fondamentale la previsione di agevolazioni mirate alle PMI come incentivi fiscali su investimenti a misura di micro impresa anche con target innovativi oltra alla conferma di sgravi contributivi per le imprese che investono in contratti stabili, formazione e innovazione.

Allo stesso tempo è utile la riduzione dei tributi locali per le aziende che superano determinate soglie di occupazione stabile e parità di genere.

Cruciale anche l’accesso facilitato al credito con il sistema dei Confidi e a misure stabili per la digitalizzazione e la transizione green, con priorità alle micro e piccole imprese.

Occorre poi un vero programma di area sociale per il territorio con programmi di inserimento lavorativo qualificato e incentivi al rientro dei giovani laureati, una connessione sempre più forte tra scuola e piccola impresa come CNA sta facendo un apposito protocollo nazionale. Occorre stabilizzare politiche attive per l’occupazione femminile: sostegno all’imprenditoria rosa, servizi per la conciliazione vita-lavoro (asili nido, sportelli unici sociosanitari), monitoraggio trasparente dei gap retributivi.

Il territorio provinciale di Siracusa non è condannato al declino: ha risorse eccezionali e un patrimonio umano e produttivo che, se valorizzato, può invertire la rotta. CNA Siracusa è pronta a fare la propria parte, promuovendo un patto territoriale per uno sviluppo più equo, inclusivo e sostenibile.


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