In tendenza

Il Pd di Siracusa alla resa dei conti: mozione di sfiducia per Adorno

A un anno dall'elezione sul filo del rasoio e dopo diverse avvisaglie ecco che lo strappo si concretizza

Tanto tuonò che piovve. La frase attribuita a Socrate calza perfettamente a pennello per gli ultimi sviluppi in casa Pd. Perchè dopo tanti strali ecco che come un diluvio è arrivata la mozione di sfiducia da una parte (importante) del partito nei confronti del segretario provinciale Salvo Adorno.

Nelle scorse settimane all’interno dei democratici erano iniziati i primi mal di pancia, inizialmente con l’iniziativa dei “giovani Turchi” (area Left Wing) – rappresentati anche dal segretario cittadino Santino Romano – che avevano “stimolato” Adorno, chiedendogli di uscire dall’immobilismo. Un’azione seguita a stretto giro da un’altra parte del partito, vale a dire l’area Dem eletta con la mozione “Ricostruiamo” che senza troppi giri di parole muoveva pesanti critiche nei confronti di Adorno, chiedendogli di fare un passo indietro.

Da parte del segretario provinciale, però, solo silenzi. A replicare, quasi a voler fare il “pontiere”, ci ha pensato il solo Bruno Marziano (area Orlando) che aveva predicato il rilancio dell’azione politica del Pd con una gestione unitaria del partito. Ma le sue sono risultate parole e speranze vane, perchè le nuvole sulla testa di Adorno si erano ormai addensate e a quanto pare la mozione – vista la mancanza di risposte e visto anche il mancato passo indietro – era già pronta da tempo. Insomma, l’era del professore Adorno sembra aver avuto avuto vita breve. Un anno appena.

Da quel 21 giugno 2020, giorno della proclamazione grazie a una vittoria sul filo, a oggi, il docente universitario ha pagato (per tutti) le difficoltà di guidare un partito già di per se ingovernabile a causa delle mille correnti e individualismi. E per farlo aveva anche una maggioranza risicata. Aveva, perchè oggi il ribaltone sembra pronto. Manca solo che il presidente del partito calendarizzi il documento, cosa che avverrà solo dopo una serie di “consultazioni”.

In casa Pd, nonostante l’estate alle porte sta tuonando. Forte, fortissimo. E se il vento continuerà a soffiare in questa direzione mancherà poco affinché possa piovere.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo