Si chiude sul piano giudiziario la vicenda che ha riguardato lo Scialai, il lido-ristorante di Portopalo di Capo Passero. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla società, ponendo fine al procedimento pendente davanti al massimo organo della giustizia ordinaria.
La decisione della Suprema Corte non entra nel merito delle questioni sollevate, ma rileva l’assenza dei presupposti giuridici necessari affinché il ricorso potesse essere esaminato. Una pronuncia che, di fatto, rende definitive le decisioni assunte nei precedenti gradi di giudizio. Resta confermato il sequestro preventivo disposto dal Tribunale del Riesame di Catania, che aveva accolto la tesi della Procura di Siracusa.
Secondo i titolari, il provvedimento che ha imposto la chiusura del lido – motivato dal fatto che la struttura ricadrebbe in un’area vincolata dal Piano Paesaggistico del 2019, che vieta chioschi e stabilimenti balneari su quel tratto di costa – sarebbe in contrasto con il quadro autorizzativo regionale che, a loro dire, legittima l’attività sino ad oggi svolta. Già nei giorni successivi alla conferma del sequestro i legali della società avevano ribadito la loro posizione: la concessione demaniale è stata rilasciata nel 2013, è stata rinnovata più volte anche dopo l’entrata in vigore del Piano Paesaggistico del 2019, diversi provvedimenti regionali successivi avrebbero confermato la legittimità della presenza del lido.
Da qui l’idea di portare il caso davanti ai giudici di legittimità ritenendo di essere tuttora autorizzati dalla Regione a svolgere l’attività e che, in mancanza di questa possibilità, venga di fatto impedito l’esercizio dell’impresa e di qualsiasi attività economica nell’area.
La declaratoria di inammissibilità rappresenta un passaggio conclusivo rilevante sotto il profilo processuale, poiché chiude ogni ulteriore possibilità di valutazione della controversia in sede di legittimità.
“Purtroppo il ricorso in Cassazione per le misure cautelari reali come il sequestro ha dei limiti molto stringenti e la probabilità che sia dichiarata l’inammissibilità è statisticamente molto elevata. Ma la questione non è definitamente conclusa – sottolineano i legali della società, Giuseppe Gurrieri e Giuseppe Gennaro -. Quando alla ditta Greco sequestrarono l’area di parcheggio nel 2017, anche in quel caso di proposto ricorso per Cassazione ed il Procuratore Generale, al termine della discussione aveva chiesto l’annullamento del sequestro ma anche in quel caso il ricorso fu dichiarato inammissibile, salvo poi, a distanza di anni, al termine del processo di primo grado, dichiarare l’assoluzione per l’insussistenza del fatto e la restituzione dell’area di parcheggio con revoca del sequestro. Nulla esclude che anche in questo caso la vicenda possa concludersi con un’assoluzione perché siamo certi e abbiamo la documentazione per dimostrare che il lido Scialai ha tutte le autorizzazioni necessarie per tornare ad operare come la concessione regionale ha permesso di firma fino all’estate scorsa. Attendiamo il deposito delle motivazioni della Cassazione per decidere quale azione giudiziaria promuovere al fine di consentire una ripresa dell’attività prima della prossima stagione estiva”.
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