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Il teatro rinasce da Siracusa, Valensise: “Puntiamo all’internazionalizzazione”

La stagione quest’anno partirà un po’ in ritardo rispetto al solito

L’Inda punta a riprendersi quello che il Covid ha tolto: il teatro. Ed è proprio quest’ultimo la vittima principale, insieme al resto del mondo della cultura, della pandemia. Nei giorni scorsi, in sede di conferenza stampa di presentazione del festival, è stato proprio il ministro Dario Franceschini a parlare del Teatro Greco di Siracusa come un “modello” per altri teatri in pietra. E probabilmente anche il voler organizzare due stagioni in parallelo è una scelta che punta a produrre un modello di “rinascita” a lungo termine.

Non sarà facile quest’anno: da un lato c’è una particolare crisi economica per Fondazione e spettatori, dall’altro c’è quel limite dei 3mila ospiti tra i gradini che, seppure rappresenta un incentivo, è ancora un limite. Anche in termini di guadagni (la Regione ha concesso una deroga al capoluogo aretuseo per il numero di spettatori che, in periodo pre pandemia ammonterebbe a circa 5mila).

Così per la prima volta, nella storia della fondazione, sono stati organizzati in parallelo due cicli di spettacoli: uno per quest’anno e l’altro per il prossimo. Oltre al Festival e ai classici eventi collaterali all’Orecchio di Dionisio, è stata organizzata una mostra che si terrà nella sede della Fondazione sulla rinascita delle rappresentazioni classiche dopo sette anni di interruzione dovuti alla Grande Guerra e all’epidemia di Spagnola.

La stagione quest’anno partirà un po’ in ritardo rispetto al solito. La prima, infatti, si terrà il 3 luglio e, a giro, fino al 21 agosto, verranno messi in scena: Coefore Eumenidi di Eschilo per la regia di Davide Livermore nella traduzione di Walter Lapini, Baccanti di Euripide diretta da Carlus Padrissa con la traduzione di Guido Paduano, e la commedia Nuvole di Aristofane per la regia di Antonio Calenda con la traduzione di Nicola Cadoni.

Coefore Eumenidi, peraltro, è uno spettacolo coprodotto con il Teatro Nazionale di Genova. “Un segnale importante di collaborazione” – dice Marina Valensise, consigliere delegato dell’Inda.

Probabilmente la filosofia di questa edizione è semplicemente buttare il cuore oltre l’ostacolo, oltre la pandemia, oltre i confini nazionali perché il teatro è universale.


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