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Il voto a Floridia e Augusta: chi vince davvero, chi perde e chi… si mangia le mani

Una sintesi, forse brutale, del voto nei due comuni della provincia di Siracusa, che merita un approfondimento

Il centrodestra sa come perdere anche quando può vincere. Il centrosinistra sta cercando ancora il bandolo della matassa, ma nel frattempo ricorda benissimo come si perdono le elezioni. Alla fine a vincere sono le liste civiche (più o meno nascoste) e a perdere i partiti.

Ma la resa, anche social, è dei 5 Stelle: scomparsi a Floridia, dove non sono riusciti a presentare la lista, ad Augusta alle 14,40 del 6 ottobre la pagina “Cettina Di Pietro, sindaco di Augusta” diventa semplicemente “Cettina Di Pietro”. Una sintesi, forse brutale, del voto nei due comuni della provincia di Siracusa, che merita un approfondimento.

Qui Augusta. La vera notizia è: Biagio Tribulato al Consiglio comunale raccoglie 844 preferenze e studia già da futuro candidato sindaco. Classe ’85, consigliere uscente, riesce a sbaragliare tutti sostenendo un candidato sindaco che non arriva neanche al ballottaggio: Massimo Carrubba. Quella di Carrubba è una sconfitta “amara”. Con il doppio senso. L’ex sindaco, assolto in tribunale e tra i principali oppositori dell’avvocato da cui è nato il Sistema Siracusa, non è stato perdonato dagli augustani.

Sostenuto da Italia Viva, Pd e Azione (o almeno dai leader locali), raggiunge il 20,15% ma è vittima del voto disgiunto, considerato che le sue tre liste superano il 27%. Un duro colpo per il morale e per quella voglia di riscatto per la propria città. Il voto disgiunto ha invece premiato Peppe Di Mare, che a fronte del 22% circa dei voti delle 4 liste (solo una non supera lo sbarramento) riesce a ottenere il 27,32% di preferenze.

Con il sostegno del sindaco di Avola Luca Cannata, presente alla festa per l’accesso al ballottaggio, che ha deciso di puntare su un candidato anche mentre Fratelli d’Italia litigava con sé stessa decidendo prima di candidare Forestiere, poi di sostenere Massimo Casertano e quindi di togliere simbolo e appoggio ufficiale al leghista che ha scelto di andare in bicicletta con #Diventeràbellissima.

E di fermarsi al 3,40%, fuori da tutto. Fuori anche il sindaco uscente Di Pietro, che paga sicuramente errori compiuti in questi 5 anni ma anche la consapevolezza di non riuscire a fare squadra con altre liste o partiti: 12,4% la lista e 17,47% la candidata che prende mille voti in più ma tanti tanti in meno rispetto a un’era geologica fa con il 75% al ballottaggio contro Nicky Paci. In verità non era data per favorita, lo sapevano anche i parlamentari che la sostenevano ma forse si aspettavano qualcosa in più.

Chi invece ha lavorato senza proclami è Pippo Gulino, che tutti davano per pretendente alla carica di sindaco. Ha retto, con il 31,30% e le sue tre liste lo hanno trascinato (oltre il 34%) verso il ballottaggio. Qui c’erano pezzi di Forza Italia locale, con qualche mugugno neanche tanto segreto della parlamentare Stefania Prestigiacomo che non avrebbe gradito la mancanza del simbolo. Adesso quindi si trovano a sfidarsi due pezzi di centrodestra che magari, insieme, avrebbero potuto vincere al primo turno. Ma si trovano l’uno contro l’altro. Tutti civici.

Qui Floridia. Carianni e Burgio al ballottaggio, ma il primo turno era fratricida. Togliendo Lino Romano (non supera lo sbarramento) e Gaetano Gallitto (7,7% e un chiaro voto disgiunto che gli toglie 3 punti), fino alla fine è stata una volata a 4. Alla fine “u Carusu” Carianni che si preparava fa tempo alla competizione elettorale riesce a rispettare i pronostici e se la vedrà contro Burgio, sostenuto da parecchi esponenti del centrodestra (Vinciullo, Gennuso, Bandiera, Gianni).

Parecchi ma non tutti, perché a soli 104 voti di distacco ecco la sorpresa Cristian Fontana con il 17,26% (equamente divisi tra Floridia la nostra terra e Fratelli d’Italia). Il ragazzo sostenuto – anche qui – dal sindaco di Avola Cannata raggiunge un risultato di tutto rispetto se paragonato alla carovana su Burgio. E per dimostrare la spaccatura del centrodestra, non bastasse questo, ecco Giovanni Limoli con tre liste davvero deboli: Forza Italia (1,80%), #Diventeràbellissima (5,66%) e Floridia libera (0,66%) e un voto personale pari al 10,20%. Se il sindaco sfiduciato uscente avesse scelto di convergere su Fontana, sarebbe stata una partita tutta tra giovanissimi.

Adesso invece Limoli non sosterrà nessuno e Fontana dovrà scegliere. E la risposta non è così scontata. Possibile appare invece l’appoggio di Claudia Faraci (due liste, tra cui il Pd) a Carianni (sostenuto anche da Cafeo). Possibile ma non scontato. Due settimane per farli “innamorare”.


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