Covid, in provincia di Siracusa 142 nuovi positivi in 24 ore

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Impennata di casi covid in provincia di Siracusa: a Carlentini scuole ancora chiuse, ma a Pachino c’è un ricorso al Tar per riaprirle

Sospese le attività didattiche in presenza di tutte le scuole, compresa l'infanzia, da oggi a venerdì 22 a Carlentini

Non si arrestano i contagi in tutta la provincia di Siracusa e Carlentini resta tra i Comuni più colpiti, per questo motivo l’Asp8, tenuto conto del numero dei contagi, ha consigliato al sindaco di sospendere le attività didattiche in presenza di tutte le scuole, compresa l’infanzia, da oggi a venerdì 22. Appena 2 giorni fa il sindaco Giuseppe Stefio aveva accusato i propri concittadini di aver avuto comportamenti non corretti durante le vacanze di Natale, decidendo per la chiusura di strade e piazze, ma aveva sfatato il mito delle scuole “che sono e restano luoghi sicuri – diceva – quando erano aperte i contagi erano minimi, adesso stiamo registrando numeri alti con le scuole chiuse. Serve rispetto e responsabilità se vogliamo vincere questa sfida contro il virus”.  Carlentini è il primo comune della provincia di Siracusa a disporre la chiusura delle scuole anche la settimana prossima.

Diametralmente opposta la decisione presa a Pachino, invece, dagli avvocati Maria Elena Scirè, Salvatore Di Fede e Salvatore Marziano, che hanno deciso di presentare un ricorso al Tar proprio contro l’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, con cui dispone lo “stop” alle lezioni in presenza per istituti comprensivi e superiori.

Non siamo negazionisti, ma siamo genitori che hanno cura dei propri figli e che vogliono porre fine a quella che consideriamo una ingiustizia”.  “Siamo ben consci della gravità della situazione e dell’emergenza sanitaria in corso – hanno dichiarato i tre – ma è una linea dura utilizzata impropriamente solo nei confronti dell’istituzione scolastica. Servono, invece, provvedimenti restrittivi differenti per condizioni differenti di contagio: non si possono mettere a paragone casi di altissima concentrazione di contagiati, come nelle città metropolitane siciliane, ai 68 di Pachino”.

Diverse sono le motivazioni portate dai 3 avvocati a sostegno del ricorso: a Pachino, così come in tutto il resto d’Italia, le scuole sono rimaste chiuse nel periodo natalizio quindi non avrebbero potuto essere luoghi di contagio. “Cosa diversa – hanno continuato Scirè, Di Fede e Marziano – se ci fossero dei casi specifici. E poi qui a Pachino, come in tantissimi altri centri siciliani, non abbiamo mezzi pubblici che potrebbero contribuire a un sovraffollamento da contagio: i ragazzi vanno a scuola con i genitori, a piedi o in motorino e possiamo confermare che vengono garantite condizioni di sicurezza”.

Per i tre avvocati la decisione sui territori deve essere demandata ai prefetti o ai sindaci, che conoscono la realtà territoriale. “Continuando così – hanno sottolineato – stanno arrecando un danno enorme ai nostri figli, soprattutto a chi ha problemi di apprendimento o anche economici, perché non può permettersi un tutor per assistere i più piccoli durante la didattica a distanza, quando i genitori non sono presenti poiché impegnati nel lavoro”.

Al momento alcune amministrazioni comunali hanno optato per il divieto di stazionamento e assembramento e il numero dei sindaci che propendono per questa decisione aumenta di ora in ora: oltre a Carlentini ci sono pure Avola, Noto, Floridia, Augusta, Rosolini, Buccheri e Melilli.


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