Era accusato di corruzione per avere agevolato il re dell’eolico Vito Nicastri, ma oggi la terza sezione del tribunale di Palermo ha assolto Marcello Asciutto, funzionario della Regione siciliana, originario di Monreale (Palermo).
Asciutto, 60 anni, difeso dall’avvocato Raffaele Bonsignore, si sarebbe messo a disposizione dell’imprenditore di Alcamo (Trapani) Nicastri, scomparso un paio di anni fa, e del suo faccendiere Francesco Paolo Arata, vicino alla Lega: ai due – secondo il pm, che aveva chiesto sei anni – Asciutto avrebbe dato informazioni sullo stato di alcune pratiche amministrative e di autorizzazioni, oltre che agevolato pareri favorevoli (ritenuti illegittimi) per gli impianti di produzione del biometano di Calatafimi-Segesta (Trapani) e Francofonte (Siracusa).
In cambio l’imputato avrebbe ricevuto una somma di 30 mila euro. Nicastri era stato condannato anche perché considerato molto vicino a Matteo Messina Denaro, del quale avrebbe finanziato la latitanza.
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