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In 373 arrivano sulla Ocean Viking ad Augusta, 165 minori. I racconti sull’inferno in Libia: “pensavo di morire”

Sono tanti coloro che hanno riferito strazianti storie di abusi subiti in Libia

Si trova al largo della coste siracusane la Ocean Viking di Sos Mediterranee, con 373 migranti a bordo, soccorsi in meno di 48 ore. Alle 11 il previsto arrivo ad Augusta. Il folto gruppo di 374 persone una delle quali poi evacuata – era su 4 gommoni in pericolo soccorsi in tre diverse operazioni nella zona Sar libica di ricerca e soccorso il 21 e 22 gennaio. Sono 165 i minori, quasi l’80% non è accompagnato; 21 sono neonati e bambini piccoli di età inferiore ai 4 anni. Delle 48 donne soccorse, quattro sono incinte e 32 viaggiavano da sole. Una di loro, Nadine, è stata evacuata d’urgenza dalla guardia costiera italiana: era nelle ultime fasi di una gravidanza ad alto rischio e aveva bisogno di cure mediche urgenti a terra. Una nave della Guardia costiera italiana ha eseguito l’evacuazione a Lampedusa sabato pomeriggio.

Sono tanti coloro che hanno riferito strazianti storie di abusi subiti in Libia. Molti avevano già tentato di attraversare il mare, ma erano stati intercettati e riportati indietro. A bordo anche un giovane del Mali con una grave ferita da arma da fuoco sul braccio: è stato colpito in una rapina a mano armata in Libia meno di due settimane fa. “Abbiamo sentito – conferma Luisa Albera, coordinatrice dei soccorsi a bordo della Ocean Viking – i racconti raccapriccianti del trattamento disumano che hanno dovuto subire in Libia. Gli ultimi due giorni sono stati estremamente duri per i 373 naufraghi, poiché le condizioni meteorologiche sono peggiorate rapidamente. Sapendo di avere a bordo numerosi neonati e bambini piccoli, che hanno sofferto particolarmente il mal di mare, abbiamo temuto un altro lungo stallo, come già sperimentato in passato. Ci sono stati segnalati naufragi e respingimenti illegali da parte della guardia costiera libica, mentre la squadra della Ocean Viking, l’unica nave di soccorso civile in mare nell’ultima settimana, era impegnata in intense attività di ricerca e soccorso”. 

“In Libia eravamo tutti stipati in una casa, non eravamo liberi di andare dove volevamo. Ero fuori quando sono arrivati i banditi e volevo correre per avvertire gli altri. Quando hanno sparato, io sono caduto a terra. Pensavano che fossi morto e mi hanno semplicemente lasciato lì”. Racconti dall’inferno libico. Sono stati raccolti dal team della Ocena Viking, che ha soccorso in tre operazione di salvataggio 374 persone stipate su tre natanti il 21 e 22 gennaio. Sono 373 quelli assegnati e condotti al porto sicuro d’Augusta, una giovane è stata già evacuata. “Ho pensato che sarei morto – prosegue la drammatica narrazione – questo accade sempre in Libia. Sono stato curato per questa ferita solo 4 ore dopo, un amico mi ha portato da una donna camerunese che era medico e lei si è presa cura di me”.


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