Il vasto incendio divampato all’interno dello stabilimento Ecomac di Augusta, impianto per il trattamento di rifiuti speciali non pericolosi ma che ha interessato grandi quantitativi di materiale plastico, continua a sprigionare una fitta colonna di fumo nero e acre, che sta cambiando direzione a seconda delle condizioni climatiche.
A preoccupare è ora la situazione nel capoluogo megarese: il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, ha firmato un’ordinanza di rifugio al chiuso per la popolazione. Il provvedimento, come dichiarato, si è reso necessario poiché i fumi dell’incendio, a causa del cambiamento della direzione dei venti, stanno muovendosi verso il centro abitato. L’ordinanza prevederà anche la chiusura dei luoghi pubblici.
A Priolo, dove ieri era stata firmata un’analoga ordinanza, il vicesindaco Alessandro Biamonte ha confermato che il rogo è ancora attivo nonostante l’intervento continuo dei Vigili del Fuoco e dei volontari. Le centraline dell’ARPA, ha spiegato, continuano a indicare che la nube non ha interessato direttamente il territorio comunale. Tuttavia, sentita la Prefettura, l’amministrazione ha ritenuto opportuno rinnovare in via prudenziale l’invito ai cittadini a limitare il più possibile la permanenza all’aperto. “Ringraziamo la cittadinanza per la pazienza e la collaborazione dimostrata – ha dichiarato – continueremo a tenervi aggiornati con la massima trasparenza”.
Intanto, anche a Siracusa l’effetto dell’incendio si è fatto sentire. Nella serata di ieri, soprattutto nella zona nord della città, è stata avvertita in maniera persistente una forte puzza di plastica bruciata, segno che i fumi dell’Ecomac stanno lentamente espandendo il proprio raggio d’azione.
Le autorità raccomandano prudenza e attenzione, ribadendo l’importanza di seguire solo i canali ufficiali per aggiornamenti e indicazioni. Le operazioni di spegnimento e monitoraggio proseguono senza sosta, mentre si attende l’esito dei rilievi ambientali per valutare gli eventuali effetti sulla qualità dell’aria nei territori coinvolti.
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