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Incendio in zona industriale a Siracusa, fiamme all’interno dell’Isab: due feriti

Pare che non ci siano vittime. Un uomo ha riportato ustioni sul corpo

Incendio, poco dopo le 9, all’Isab Lukoil, impianto 1600. Paura tra i residenti che hanno notato la colonna di fumo, ma fortunatamente pare che non ci siano vittime.

Sul posto i tecnici del Nictas e personale dei Vigili del fuoco per domare le fiamme. La situazione è rientrata.

Secondo una prima ricostruzione pare che a causare il rogo sia stata una perdita di liquido infiammabile su un impianto sottoposto a fermata. Tre operai sarebbero rimasti feriti e trasportati in ospedale. Uno dei tre ha riportato ustioni gravi ma non è in pericolo di vita.

“Il tema della sicurezza si ripresenta dopo l’incidente avvenuto questa mattina all’interno dell’Isab. In attesa che venga ricostruita l’esatta dinamica di quanto avvenuto, si tenga alta l’attenzione sul lavoro sicuro all’interno del polo industriale”. Angelo Sardella, segretario generale della Fim Cisl Ragusa Siracusa, si è subito accertato delle condizioni dei tre lavoratori rimasti feriti questa mattina e ha rilanciato il tema sicurezza come priorità.

“Lo ribadiamo da sempre – ha detto il segretario dei metalmeccanici Cisl – la sicurezza deve restare l’investimento principale per tutte le aziende. Siamo tutti convinti che la sicurezza non può mai essere sacrificata sull’altare di appalti al ribasso, serve piuttosto una presa di coscienza collettiva che riesca a governare i tempi del lavoro e le condizioni dello stesso. L’incidente di questa mattina segue quello avvenuto non molti giorni fa – conclude Sardella – I metalmeccanici della provincia di Siracusa rappresentano una delle forze professionali migliori sul mercato. Si sia sempre loro il giusto riconoscimento, partendo proprio dal controllo di tutti i sistemi di sicurezza e di prevenzione”.

I 3 lavoratori coinvolti nell’incidente dopo essere stati medicati nell’infermeria Isab, sono stati trasportati per le cure del caso presso l’ospedale Umberto I° di Siracusa e il Cannizzaro di Catania.

“Questo nuovo incidente, dopo quello di qualche settimana fa presso l’impianto IGCC, dimostra quanto, lo scenario di incertezza e tensione che il Petrolchimico sta vivendo in questi mesi, pesi anche sulle reali condizioni di sicurezza e salute dei lavoratori. – dicono Recano e Miozzi, rispettivamente segretari generali Fiom Cgil e Uilm Uil Un fattore di rischio aggiuntivo, che va contrastato con azioni che demoliscano in profondità gli elementi degenerativi di questo sistema mettendo in equilibrio lavoro e salute. Per fare questo occorre costruire un percorso coraggioso dove tutte le forze sociali sono chiamate a sviluppare un’azione decisa per la costruzione di un nuovo modello industriale che definisca regole certe sugli appalti e un contrasto vero alla precarietà che mette in discussione professionalità e competenze. Fiom e Uilm rimangono fermamente convinti che dietro ogni incidente, dietro ogni mancato incidente, dietro ogni morte sul lavoro, ci sia sempre lo sfruttamento e la condizione di subalternità dei lavoratori alle logiche e agli interessi delle imprese”.

“Uno scenario complesso che premia spesso l’azienda meno qualificata o quella che garantisce ritmi di lavoro sempre più alti, dove l’assenza di formazione adeguata sulla sicurezza, un’evidente debolezza del mondo del lavoro insieme alla costante destrutturazione dei processi di manutenzione rappresentano fattori di rischio inaccettabili per la salute e la sicurezza dei lavoratori. – concludono i due – Occorre incrementare i controlli da parte delle istituzioni, realizzare strutture territoriali che esercitino una costante azione di monitoraggio e denuncia, occorre esercitare ognuno il proprio ruolo con coerenza e fermezza.”

Sulla vicenda interviene anche il presidente Anmil di Siracusa, Matteo la Spina: “L’infortunio plurimo sul lavoro avvenuto oggi impone a tutti – istituzioni, enti preposti, datori di lavoro, ma anche lavoratrici e lavoratori – di rivedere le priorità nel mondo del lavoro: il dolore delle famiglie coinvolte, la frustrazione dei colleghi, le vicende ispettive e giudiziarie che ricadranno sull’azienda e di conseguenza sui lavoratori, non possono essere messe all’ultimo posto”.

“Oggi più che mai bisogna incrementare la prevenzione degli infortuni in tutti i settori e rafforzare le risorse addette ai controlli sul territorio – aggiunge La Spina – come resta necessario e urgente intensificare le iniziative formative ed educative a favore dei lavoratori e dei giovani studenti, affinché l’affermarsi di una nuova cultura della sicurezza sul lavoro, nasca sin dai banchi di scuola e possa favorire la riduzione degli infortuni fra i lavoratori di domani”.

“Secondo gli ultimi Open Data Inail sull’andamento infortunistico – spiega il presidente – nella provincia di Siracusa, nel periodo gennaio-marzo 2022 le denunce di infortunio sono state in totale 762, ben il 63,9% in più di casi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (476). Anche i morti sul lavoro sono aumentati: se nel primo trimestre dell’anno scorso non vi erano stati infortuni mortali, quest’anno nello stesso lasso di tempo già se ne registrano 2”.

“Purtroppo, casi come quello consumato oggi non fanno scalpore nelle cronache nazionali se non riportano morti, mentre è proprio lo stillicidio quotidiano di infortuni sul lavoro che alimenta questa piaga dovuta alla mancata prevenzione nei luoghi lavoro – spiega Giorgia Lauretta, componente del Comitato Esecutivo Anmil, vedova di un caduto sul lavoro originaria di Siracusa – e per mettere fine a questa ingiusta scia di dolore per lavoratori e familiari occorre un impegno deciso e congiunto, soprattutto in settori ad alto rischio, con una formazione realmente efficace ed il riconoscimento della prevenzione come un valore sociale ed un investimento economico”.

“Siamo convinti – conclude La Spina – che servono interventi concreti, sia nel breve termine, intensificando ispezioni e sanzioni, sia in prospettiva, coinvolgendo maggiormente i giovani. Entrambi sono fronti sui quali l’Anmil è fortemente attiva, perché il vero sviluppo non può avvenire sulla pelle delle persone che, con il loro lavoro, vi contribuiscono ogni giorno”.

“Anche di fronte ad uno scenario di crisi, la salvaguardia dei lavoratori deve essere al primo posto”. Lo afferma Michele Maniglia, segretario generale Fismic Confsal Siracusa.

“Quanto accaduto questa mattina all’impianto Isab Sud nel polo petrolchimico siracusano deve ricordarci che il tema della sicurezza resta prioritario. Ci siamo subito accertati delle condizioni dei tre operai rimasti coinvolti e il trasferimento all’ospedale Cannizzaro di Catania ci ha fatto allarmare. – continua Maniglia – Siamo consapevoli del difficile momento ma non siamo disposti ad accettare che la salute dei lavoratori possa essere messa in discussione. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma chiediamo che tutti gli attori coinvolti contribuiscano ognuno per la propria parte ad un grande progetto di rinascita e sviluppo. La logica del più conveniente spesso non fa rima con sicurezza. In caso contrario a farne le spese saranno sempre i lavoratori: non dimentichiamo che i metalmeccanici rappresentano una delle categorie che in questi anni ha dimostrato valore, professionalità e competenza. Perdere tutto questo significherebbe perdere in partenza ed ammettere il fallimento. E noi crediamo invece in un’azione di rilancio se il progetto sarà unitario e condiviso”.


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