Ultime news

Inchiesta sull’Asp di Siracusa: funzionaria fa parziali ammissioni

La donna ha detto che il manager dell'azienda sanitaria provinciale, l'altro indagato Alessandro Caltagirone, avrebbe fatto pressioni per indurla a rinviare la gara

Si è conclusa la prima giornata di interrogatori preventivi tenuti davanti alla gip del tribunale di Palermo, Carmen Salustro, che deve decidere se applicare o meno le misure cautelari chieste dalla procura nei confronti di 18 indagati: fra questi l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, il deputato nazionale di Noi moderati Saverio Romano e il deputato regionale della Nuova Dc Carmelo Pace, che saranno sentiti nei prossimi giorni.

L’unica a fare alcune ammissioni è stata Giuseppa Di Mauro, responsabile unico del procedimento relativo alla gara dell’Asp di Siracusa, difesa dall’avvocato Francesco Fazzino: la donna ha detto che il manager dell’azienda sanitaria provinciale, l’altro indagato Alessandro Caltagirone, avrebbe fatto pressioni per indurla a rinviare la gara per i servizi di “ausiliariato”, secondo l’accusa pilotata a favore dell’impresa Dussmann.

I pm Claudio Camilleri e Andrea Zoppi hanno contestato anche che la Rup avrebbe modificato gli importi della gara per favorire ancora l’azienda, ma su questo punto Di Mauro ha negato con decisione. Anche il direttore commerciale della Dussmann Marco Dammone, difeso dall’avvocato Daniele Livreri, ha respinto le contestazioni, sostenendo di non avere poteri decisionali e per questa ragione di non avere pattuito assunzioni e subappalti in cambio dell’aggiudicazione della gara.

Infine Mauro Marchese, assistito dall’avvocato Virginia De Marco, legale rappresentante dell’azienda – pure indagata – ha respinto per tre ore le tesi dell’accusa, che lo pone al centro dei meccanismi degli scambi di favori tra politici e imprenditori.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni