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‘Inps annulli notifiche differenze retributive, colpiti ingiustamente agricoltori”, denuncia di Confagricoltura Siracusa

Migliaia di contestazioni stanno arrivando con un accertamento a “tappeto” che sta colpendo indiscriminatamente gli agricoltori siracusani. Confagricoltura chiede che l’Inps annulli le notifiche per le differenze retributive, e quindi contributive, per il primo trimestre 2006, avviate senza alcuna base ragionevole di riscontro ma solo ubbidendo a input nazionali e regionali dell’Istituto. Quanto chiesto, senza alcun fondamento, costerebbe alle aziende siracusane oltre un milione di euro.

“L’Inps ha a disposizione, per il 2006 e il 2007 – spiega il presidente provinciale di Confagricoltura, Massimo Franco – i registri d’impresa dai quali poteva benissimo rilevare l’inquadramento degli operai e il salario corrisposto. Poiché è più facile aggredire le aziende, anche perché queste non vanno mai in ferie, gli uffici dell’Inps non hanno ritenuto opportuno neanche avere un confronto dialettico con gli agricoltori, per chiarire eventuali discordanze, ed hanno preferito inviare avvisi di addebito con minaccia di esecutività per differenze retributive che nei fatti non ci sono”.

“L’iniziativa dell’Inps fa riferimento ad una disposizione legislativa che abbandona i salari medi provinciali come imponibile contributivo – aggiunge Confagricoltura – e l’applicazione dei salari contrattuali dal primo gennaio 2006. E’ vero che la norma di legge impone la perfetta aderenza delle contribuzioni sociali ai salari contrattualmente corrisposti ma è altrettanto vero che l’Inps avrebbe potuto avviare le verifiche sui registri in suo possesso senza ricorrere a queste notifiche indiscriminate che hanno raggiunto anche chi è in regola”.

Confagricoltura sottolinea come l’Inps si accanisca “con insensate operazioni di inutile burocrazia che potrebbe risparmiare tutti”. “Suggeriamo ai dirigenti responsabili dell’Inps di annullare in fretta queste notifiche, senza alcuna base logica, e di provvedere per il futuro ad instaurare un leale e sereno confronto con gli operatori agricoli nell’interesse di tutti e nel rispetto della legge. Bastava un confronto sereno con le aziende per evitare questo caos che si ripercuote anche su di loro. Non ci si rende conto dei pericoli che sta attraversando la nostra agricoltura con l’imperversare della globalizzazione senza regole che rappresenta una minaccia alla sua sopravvivenza”.


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