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Inquinamento Siracusa: Studio Università Catania Svela Rapporto con Infertilità Maschile

Scoprire quale impatto può avere l’inquinamento ambientale di aree considerate di “crisi” sulla funzione riproduttiva maschile e sull’integrità del genoma gametico, sfruttando le potenzialità della ricerca scientifica per tutelare le condizioni di vita dei cittadini. E’ questo l’obiettivo del progetto di ricerca che è stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Palazzo Centrale dell’Università di Catania.

All’incontro hanno preso parte alcuni dei promotori dell’iniziativa scientifica: il prof. Rosario Giancarlo D’Agata, ordinario di Endocrinologia, la professoressa Margherita Ferrante, associato di Igiene, e il prof. Francesco Porto, direttore del Dipartimento di Fisica e Astronomia, in rappresentanza dell’Ateneo. Oltre alle cattedre di Endocrinologia e Igiene dell’Università di Catania, sono coinvolti nel progetto il Cnr di Pisa, attraverso il dirigente di ricerca dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) Fabrizio Bianchi, il Comune di Mellilli e la Fondazione Frisone, che mette a disposizione un laboratorio e alcuni fondi.

Il progetto, che inizierà ufficialmente nelle prossime settimane, analizzerà in particolar modo l’impatto dell’inquinamento ambientale sulla salute umana nella zona L’analisi riguarderà soprattutto l’apparato riproduttivo maschile e si occuperà di segnalare alle autorità competenti eventuali danni causati dall’ambiente sul Dna della popolazione residente (“genotossicità ambientale”). L’area interessata dalle rilevazioni dei ricercatori sarà quella circostante al polo industriale petrolchimico, insediato nel cosiddetto “triangolo industriale Augusta – Priolo – Melilli”, considerate aree “di crisi ambientale” sin dal 1990, per l’elevata presenza di contaminanti tossici ambientali, secondaria alla contaminazione provocata da scarichi ed emissioni industriali.

“Questa ricerca – ha evidenziato il professor D’Agata, introducendo la metodologia – ci consentirà di stabilire con certezza se le condizioni nell’area analizzata possono effettivamente incidere negativamente sulla salute dell’uomo. Il nuovo progetto di ricerca darà quindi risposte e permetterà di acquisire conoscenze su questi aspetti di grande interesse e impatto sociale e politico, evitando che l’ambiente diventi un determinante importante di alcune patologie organiche sensibili ai contaminanti ambientali”. Parole di apprezzamento sono giunte dal prof. Porto, che ha messo in risalto “l’innovativa metodologia interdisciplinare del progetto stesso, grazie alla quale l’indagine scientifica sarà svolta in un “laboratorio a cielo aperto”.

Per la prima volta in un campione di volontari, abitanti della città di Melilli, ed eventualmente anche cittadini di Augusta e Priolo, verranno valutati sangue, liquido seminale, concentrazione di metalli pesanti (piombo, cadmio,arsenico ecc.), idrocarburi aromatici e i pcb di origine industriale presenti nell’aria e che l’organismo è in grado di concentrare (bioaccumulo), correlando i risultati con la qualità del liquido seminale.

I risultati dei campioni raccolti verranno confrontati con quelli di abitanti di un’altra città dell’Isola, non esposta a tossicità ambientale e forniranno dati importanti sui livelli di esposizione e quantità di accumulo, che permetteranno di concludere se le cattive condizioni ambientali del polo industriale hanno determinato un calo della fertilità di questi abitanti ed altri danni importanti sul Dna.

“In questa stessa area – ha ricordato D’Agata, citando ricerche condotte nel recente passato dagli igienisti – erano purtroppo già state segnalate un aumento dell’incidenza di alcuni tipi di tumore e di malformazioni del tratto urogenitale maschile come l’ipospadia. E questo, insieme ai dati provenienti dal monitoraggio dell’inquinamento, ci ha spinto ad avviare questa nuova indagine”. La professoressa Ferrante ha, infine, posto l’accento sull’importanza di “fare chiarezza sulla reale pericolosità di un agglomerato industriale in una zona ristretta come quella del comune di Melilli, affinchè si possano dare alla popolazione gli strumenti necessari per diventare attrice e promotrice della propria salute”.


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