SiracusaNews TV

Video

Insegnanti siracusani in strada tra Siracusa e Catania per urlare “no” al Ddl sulla “Buona scuola”

Condividi

Separati nella manifestazione, ma uniti nella protesta. I sindacati si sono divisi tra Siracusa e Catania per chiedere con forza il ritiro del ddl sulla “Buona scuola” presentato dal Governo Renzi. Nel capoluogo aretuseo è andata in scena la protesta dei Cobas, che alle 9:30 si sono trovati di fronte al Pantheon e percorrendo corso Umberto hanno dato vita a una piccola forma di protesta terminata al Tempio di Apollo con un comizio e un piccolo flash mob. Presenti anche alcuni esponenti della Flc Cgil, impossibilitati nel raggiungere Catania, ma vogliosi di dimostrare tutto il proprio dissenso alla riforma.

A Catania, una delle sette città ove è andata in scena la manifestazione organizzata dai tre sindacati confederali con Gilda e Snals. Quasi un migliaio le presenze siracusane nel capoluogo etneo, raggiunto con diversi autobus partiti da quasi tutti i centri della nostra provincia.

Più attenzione alla scuola, perché la scuola è alla base di una società civile sana. Con questi principi e queste motivazioni, stamani si è manifestato a Catania, in occasione della protesta nazionale dei sindacati contro il Governo. Una protesta che ha avuto un unico comune denominatore: cambiare il concetto scuola dove solo uno, il preside, decide. E’ il contrario della buona scuola, che è collegialità e partecipazione. Molti tra quelli che sono scesi in strada hanno chiesto anche maggiori fondi per la scuola pubblica e una seria lotta al precariato.

Da sette anni non si vedeva una partecipazione così massiccia – ha sottolineato il segretario generale della Uil Scuola Siracusa-Ragusa-Gela Mario Rubino – per uno sciopero unitario che ha fatto pervenire al Governo un messaggio preciso: la scuola non può essere trattata con superficialità. E’ stato dimostrato, infatti, che la scuola è fondamentale, educa le future classi dirigenti – ha aggiunto Rubino – per cui i docenti e il personale Ata deve essere messo nelle condizioni di lavorare bene e con strumenti adeguati“.

Per il segretario della Uil, insomma, occorre una “buona scuola ma con i fatti non a parole come ha dichiarato il premier Renzi, perché sino ad oggi si è assistiti ad una “scuola alla buona”“. Come dimostrato dalla manifestazione unitaria, dunque, i lavoratori impegnati nell’ambito della scuola e per conto della scuola, hanno assunto un impegno serio. Come ribadito dal segretario territoriale Stefano Munafò, anch’egli presente al corteo catanese.

Dovevamo far sentire la nostra voce – ha detto – e lo abbiamo fatto. Ma il nostro impegno prosegue, non si esaurisce certo alla manifestazione di oggi. C’è stata una risposta importante contro i provvedimenti del Governo e il premier Renzi dovrà tenerne conto, non può essere sordo e fare riforme che ci portano indietro anziché avanti. Adesso è arrivato il momento di dare delle risposte“.

Noi siamo i primi a voler cambiare la scuola e siamo pronti a discutere con grande senso di responsabilità. Ma il processo di riforma è stato portato avanti dal Governo senza un vero progetto culturale, con tanta superficialità ed improvvisazione, senza conoscere la scuola reale e coinvolgere i diretti protagonisti che sono in primo luogo gli insegnanti, il personale scolastico e chi li rappresenta sul piano sindacale. Non è stata finora una bella pagina di democrazia.”
Questo il messaggio affidato a questa giornata dal segretario generale nazionale della Cisl, Annamaria Furlan. In piazza, insieme alle altre sigle sindacali, quanti la scuola la vivono e costruiscono ogni giorno. La Cisl Scuola Ragusa Siracusa, con quasi 500 persone guidate dal segretario generale Antonio Palermo e dal segretario aggiunto Patrizia Epaminonda, ha partecipato alla manifestazione organizzata a Catania. Un lungo corteo al quale non è mancata la presenza del segretario generale della UST Paolo Sanzaro.

Insegnanti, dirigenti scolastici, personale ATA si è ritrovato per dire no ad una riforma che sta violando i principi costituzionale che, da sempre, ispirano il sistema scolastico pubblico. La Cisl Scuola, insieme agli altri sindacati, sottolinea la mancata collegialità, la totale assenza di partecipazione e pluralismo sulle scelte in itinere.

Questa non è la nostra buona scuola – hanno sottolineato Palermo ed Epaminonda – Qui si rischia di trasformare la scuola in una giungla dove poteri impropri possono delegittimare il ruolo dell’istituzione stessa. Non chiediamo solo rivendicazioni contrattuali, vogliamo un progetto chiaro che non si fondi sull’illusione di una stabilizzazione solo annunciata.”

La scuola è la base del nostro Paese e del nostro futuro – ha aggiunto Paolo Sanzaro -; non può essere occasione di propaganda. Oggi siamo tutti in piazza per difendere la storia della nostra scuola. Al Governo e al Parlamento chiediamo di affrontare con obiettività, serietà e concretezza questo tema. Chiediamo, innanzitutto, il dialogo perché serve la piena condivisione politica e sociale.