Un’estate difficile per gran parte dei siracusani che, a cavallo dei mesi più torridi dell’anno, si sono ritrovati a dover fare i conti, non solo con le calde temperature, ma ancor peggio con la mancanza frequente di erogazione dell’acqua a causa di incidenti reiterati alle tubazioni della zona medio-alta della città.
L’ennesimo disagio nell’arco di un breve periodo, il quarto episodio per l’esattezza, ha coinvolto la stessa fascia di utenza, poiché il guasto ha colpito ancora una volta la tubazione della centrale San Nicola. Da ieri sera infatti rubinetti fuori uso e servizio ancora in manutenzione, lasciando i cittadini in grandissima difficoltà.
In meno di un mese ed in pieno periodo estivo risulta insostenibile una simile situazione che con evidenza “ha mostrato tutti i propri limiti in termini di manutenzione e, soprattutto, di mancanza di adeguati investimenti – commenta il presidente del consiglio provinciale Michele Mangiafico -. Ancora nella tarda mattinata di oggi numerose le telefonate ricevute dalla zona alta della città capoluogo a causa della mancata erogazione idrica, provocando un disagio ancora maggiore considerando la pesante calura estiva, per niente attenuato dalla nota con cui la società che gestisce il servizio (Sai8 ndr) aveva anticipato ieri che ci sarebbero stati alcuni disservizi nella notte ma che nelle prime ore del mattino di oggi l’erogazione sarebbe tornata alla normalità, avviso purtroppo ampiamente disatteso dai fatti”.
“Ad aggravare la situazione – continua Mangiafico -, in termini di rapporto con l’utenza, la solita difficoltà nel rintracciare gli operatori della società ai numeri verdi e di pronto intervento, con tempi di attesa che vanno ben oltre gli standard definiti in sede di carta dei servizi”.
“Ritengo – conclude il presidente – non serva più nulla a far comprendere ad una società che fa vanto di professionalità e qualità del servizio che intervenire su questa parte della tubazione relativa alla centrale San Nicola in modo definitivo è diventata una priorità, anche solo in nome dei diritti dell’utenza, regolati da un documento che vorrebbe assicurare la continuità del servizio idrico, garantirne la qualità e dichiara di attivare servizi di emergenza in caso di tempi di interruzione eccessivi.
Si tratta di investimenti, quelli che oggi appaiono urgenti e inevitabili, che ricadranno positivamente sul benessere della collettività e quindi anche sul grado di soddisfazione dell’utenza, che al momento è inevitabilmente molto basso”.
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