Una crescita che continua, ma con un ritmo più contenuto rispetto agli anni precedenti. È la fotografia dell’economia siciliana scattata dalla Banca d’Italia nel rapporto “L’economia della Sicilia 2026”, presentato questa mattina nella sede di Confindustria Siracusa davanti a imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico.
L’appuntamento ha segnato anche il ritorno della Banca d’Italia a Siracusa per la presentazione del rapporto economico regionale, un evento che mancava dalla chiusura della filiale aretusea nel 2009.
Ad aprire i lavori sono stati il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, e la direttrice della sede di Palermo della Banca d’Italia, Milena Caldarella. La presentazione del rapporto è stata affidata a Francesco David e Giuseppe Saporito, della Divisione Analisi e Ricerca Economica Territoriale della Banca d’Italia. A seguire il confronto con Rosario Pistorio, amministratore delegato di Sonatrach Raffineria Italiana, e Maurizio Caserta, professore di Economia politica dell’Università di Catania.
Il rapporto evidenzia come nel 2025 l’economia siciliana sia cresciuta dello 0,6%, un dato leggermente superiore alla media nazionale ma inferiore rispetto al biennio precedente. A rallentare la crescita sono soprattutto le tensioni geopolitiche e il clima di incertezza internazionale, che continuano a influenzare le decisioni di investimento delle imprese.
Resta tuttavia positiva la tenuta del sistema produttivo. Le aziende hanno mantenuto buoni livelli di redditività e rafforzato la propria posizione finanziaria grazie a un’elevata liquidità, elemento che ha favorito una moderata ripresa degli investimenti, sostenuta anche dal progressivo calo dei tassi di interesse.
Sul fronte dell’export, crescono comparti come agroalimentare, elettronica e cantieristica navale, mentre si registra una marcata contrazione delle esportazioni di prodotti petroliferi.
Prosegue la fase favorevole del settore delle costruzioni, sostenuta soprattutto dagli investimenti pubblici e dalle opere finanziate con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Anche il mercato immobiliare mostra segnali positivi, con un incremento delle compravendite e dei prezzi delle abitazioni. Nel comparto dei servizi, che rappresenta circa l’80% del valore aggiunto regionale, la crescita continua ma con ritmi più contenuti, pur mantenendo risultati positivi nel turismo e nei trasporti marittimi.
Anche il mercato del lavoro registra un ulteriore miglioramento, seppure meno marcato rispetto agli anni precedenti. L’occupazione cresce soprattutto nei servizi, in particolare nel commercio, nella ricettività e nella ristorazione. Restano invece irrisolte alcune criticità strutturali: la bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro, la difficoltà di inserimento di giovani e laureati e il progressivo invecchiamento della popolazione.
Sul fronte delle famiglie aumenta il reddito disponibile reale e crescono i consumi, mentre riprende l’espansione del credito bancario sia verso le imprese sia verso i nuclei familiari, con un incremento dei mutui per l’acquisto della casa e del credito al consumo.
Importante anche il capitolo dedicato agli investimenti pubblici: alla Sicilia sono destinati circa 12,6 miliardi di euro di risorse territorializzabili del Pnrr, concentrate su transizione ecologica, infrastrutture, digitalizzazione e istruzione.
Nel suo intervento, il presidente di Confindustria Siracusa Gian Piero Reale ha sottolineato il valore del ritorno della Banca d’Italia nel territorio siracusano. “Dal 2009 mancava la Banca d’Italia a Siracusa. Oggi torna da noi per presentare il rapporto economico sulla Sicilia ed è un fatto molto importante perché questi dati rappresentano uno strumento fondamentale per comprendere dove sta andando la nostra economia e quali criticità restano da affrontare“.
Guardando al futuro, Reale ha richiamato l’attenzione sulla fase successiva al Pnrr. “I dati sono positivi, ma sappiamo che sono stati fortemente sostenuti dagli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per questo ci aspettiamo che politica nazionale e regionale costruiscano una prospettiva di lungo periodo capace di evitare bruschi rallentamenti della crescita. Uno o due anni positivi non bastano per colmare il divario che separa la Sicilia dal resto del Paese. Dobbiamo costruire uno sviluppo duraturo, anche per offrire ai giovani opportunità concrete e trattenerli nel nostro territorio“.
Nel dibattito dedicato alle prospettive del polo industriale siracusano è intervenuto anche Rosario Pistorio, amministratore delegato di Sonatrach Raffineria Italiana, che ha affrontato il tema della transizione energetica e della sostenibilità.
“È assolutamente possibile coniugare sviluppo economico, capacità produttiva e ricadute sul territorio con la tutela della salute, dell’ambiente e delle comunità. Come azienda abbiamo avviato questo percorso già otto anni fa, introducendo le migliori tecnologie disponibili per migliorare le performance ambientali e installando anche una rete sperimentale di nasi elettronici lungo il perimetro dello stabilimento per monitorare le emissioni odorifere“.
Pistorio ha inoltre evidenziato il ruolo strategico del polo energetico siciliano nell’economia regionale. “Dal rapporto emerge un tessuto produttivo sano. Gran parte dell’import-export della Sicilia continua a essere rappresentato dai prodotti petroliferi e vi sono ancora margini di crescita. Un elemento fondamentale sarà rafforzare il rapporto tra grandi imprese e piccole e medie aziende locali, favorendo lo sviluppo di un sistema produttivo sempre più strutturato e competitivo“.
Dalla discussione finale è emersa la necessità di accelerare gli investimenti in infrastrutture materiali e digitali, ridurre gli ostacoli burocratici e rafforzare il collegamento tra ricerca, università e sistema produttivo. Una strategia ritenuta indispensabile per trasformare la moderata crescita registrata dalla Sicilia in uno sviluppo stabile, competitivo e duraturo, capace di affrontare le sfide della transizione energetica e dell’innovazione senza perdere competitività sui mercati internazionali.