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La Commissione Ecomafie a Siracusa: “quadro inquietante, emerse attività tipiche malavitose collegate al ciclo dei rifiuti”

Soddisfatto il deputato nazionale Sofia Amoddio, secondo cui questa vicenda "non risalti solamente il problema ambientale – con evidenze ancora al vaglio della magistratura – ma soprattutto un’inquietante questione processuale dovuta alla falsità delle consulenze che hanno indotto in errore i giudici amministrativi"

Un giorno e mezzo di lavoro e tante audizioni per evidenziare quello che a detta del presidente della Commissione bicamerale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali, Alessandro Bratti, è una “situazione inquietante”. La Commissione tra ieri e oggi ha fatto un sopralluogo alla discarica Cisma di Melilli e audito alcuni soggetti direttamente e indirettamente interessati dall’operazione “Piramidi” portata avanti dai Carabinieri del Noe. Tra questi il Prefetto di Siracusa, Giuseppe Castaldo, il Procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro, l’avvocato (oggi assessore all’Ambiente di Siracusa) Pierpaolo Coppa, il Comandante del Noe di Catania, il Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catania, il Direttore della Struttura territoriale di Siracusa dell’Arpa Sicilia Gaetano Valastro, il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Siracusa Giovanni Arnone e il Sindaco di Melilli Giuseppe Cannata.

Proprio sui primi riscontri emersi dalle indagini si è sviluppato il lavoro della Commissione che però è sembrata particolarmente colpita da quanto gli “interessi” sullo smaltimento dei rifiuti, fossero anche ben radicati all’interno dei pubblici uffici, visto che nel mirino degli investigatori sono finiti anche un dirigente regionale, un dipendente comunale (di Melilli) e dei consulenti.

Abbiamo ravvisato una serie di elementi di attività tipiche malavitose collegate al ciclo dei rifiuti – ha detto il presidente della Commissione Alessandro Bratti -. c’è la presenza della malavita organizzata in maniera diretta, c’è un fenomeno di corruzione della pubblica amministrazione, di alterazione codici nel ciclo dei rifiuti, c’è una situazione che vede coinvolti periti di Procure che va specificata, insomma c’è una vera e propria attività organizzata.” A stupire particolarmente Bratti è stata anche la revoca per ben due volte dell’interdittiva antimafia alla discarica di contrada Bagali e per questo motivo la Commissione ha chiesto alla Prefettura di Siracusa i dispositivi.

Con la conferenza stampa di stamane, è terminata la due giorni di audizioni che la Commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie ha svolto a Siracusa dopo mia formale richiesta di intervento all’indomani delle vicende giudiziari che hanno coinvolto la discarica Cisma”. Ha dichiarato Sofia Amoddio, deputato nazionale del Partito Democratico che fortemente ha voluto la presenza della Commissione in città.

Colgo l’occasione – prosegue la Amoddio – per ringraziare il Presidente della Commissione Alessandro Bratti che dal primo momento si è dimostrato interessato alla vicenda, ha sottoscritto la mia interrogazione sull’argomento ed ha accettato di tornare a Siracusa. Condivido e ribadisco il pensiero del Presidente Bratti che ha sottolineato come in questa vicenda non risalti solamente il problema ambientale – con evidenze ancora al vaglio della magistratura – ma soprattutto un’inquietante questione processuale dovuta alla falsità delle consulenze che hanno indotto in errore i giudici amministrativi”.


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