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La favola di D&G ammalia il Duomo, e i vip fanno sognare i siracusani

I due stilisti hanno portato in passerella una bellezza autentica che viene dal mondo antico. In città nel frattempo è caccia spasmodica al vip

Il lusso, i vip, gli yacht, gli abiti stupendi, i gioielli, il miraggio dell’alta moda e di Hollywood: la sfilata in piazza Duomo di ieri sera targata Dolce&Gabbana è stata come un sogno ad occhi aperti per la città di Siracusa.

E tutti, dai più grandi ai più piccoli, hanno sognato. “Abbiamo fame di vedere un personaggio famoso”, gridava venerdì pomeriggio un ragazzo passeggiando su e giù davanti l’imbarcazione Regina d’Italia (di proprietà dei due stilisti).

“Guarda, c’è un uomo della sicurezza che parla in inglese quindi forse adesso arriva Mariah Carry”, risponde un altro.

Questo è solo un frammento delle tante discussioni fatte dalle persone che negli ultimi giorni hanno trascorso giornate intere alla Marina, nella speranza di incontrare questo o quel vip con cui – magari – scattare anche un selfie. Ore e ore anche sotto il sole cocente sia venerdì sia sabato poco prima della sfilata, davanti via delle Carceri vecchie (indicata come unico ingresso per piazza Duomo).

Una lunga marcia di van ha scandito i minuti della lunga attesa. E poi, finalmente da quelle auto con i vetri oscurati sono apparsi: Kitty Spencer, Monica Bellucci, Dave Cassel, Lupita, Emma Roberts, Hellen Mirren, Fabio Quartararo, Drew Barrymore, Robert Lewandowski, Christian Bale, e infine anche la splendida Sharon Stone, diva indiscussa dall’animo gentile che si è prestata a saluti, foto, e ha scambiato sorrisi con tutti.

Non è arrivata la tanto attesa Jennifer Lopez nonostante qualcuno abbia giurato di averla vista alla Marina a bordo di uno yacht poco prima dell’inizio dell’evento.

“Ma che fanno quelli laggiù?!?”, ridacchiando una signora dal passeggio Adorno guardando la folla sotto i suoi piedi.

La risposta potrebbe essere molto banale: soddisfano della sana curiosità e – per pochi secondi – immaginano di essere dall’altra parte, e cioè dal lato di chi può assaporare la bellezza della vita mondana. E di bellezza – ma anche di vita mondana – Siracusa n’è stata piena.

Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno portato in città la bellezza dell’alta gioielleria in mostra venerdì sera al Parco archeologico della Neapolis, dell’alta moda femminile in passerella ieri e di quella maschile oggi a Marzamemi.

Ciascun evento ha avuto un comune denominatore: l’amore viscerale dei due stilisti per la Sicilia. Dolce&Gabbana, infatti, hanno portato in scena miti, leggende e consuetudini della tradizione locale: la marcia funebre, i colori accesi, il folclore che anima le feste religiose, i “picciotti”, i simulacri di Gesù e della Madonna l’uno accanto all’altra quasi a ricordare il rituale della “pace” che si svolge in alcuni centri cittadini durante la Pasqua.

Una bellezza autentica che viene dal passato, dai racconti delle nonne, dalla storia della Sicilia e da un mondo antico che non può morire e che vive nelle vecchie foto di famiglie, quelle in bianco e in nero, dove i “picciotti” sono i nostri nonni con quel taglio di capelli esteticamente discutibile.

Una bellezza autentica portata in scena a due passi da quella piccola folla che guarda quel lusso alla Marina e sogna.

Nella celebre pellicola “La Grande Bellezza” il regista Paolo Sorrentino s’interroga sul senso delle cose belle nella società del 2000 dove la nevrosi a volte prende il sopravvento sull’uomo.

Dopo oltre un’ora di film in cui prevale il lusso sfrenato tra feste e sfarzi nella capitale, il protagonista torna al suo paesino d’origine e guardando una piccola barchetta sul mare forse – e solo forse – riesce a trovare il senso della “grande bellezza”.

Concettualmente Siracusa ha rincorso per due giorni la grande bellezza. E anche fosse stato un sogno, che importa.


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