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La fiamma olimpica accende Siracusa: all’Ortea Palace una mostra unica di cimeli originali delle Olimpiadi italiane

Un’esposizione gratuita, aperta eccezionalmente solo per la giornata odierna, che non racconta soltanto la storia dei Giochi, ma anche il legame profondo tra Siracusa e il fuoco sacro olimpico

La mostra olimpica organizzata a Siracusa

Siracusa celebra il ritorno della fiamma olimpica con un evento culturale di assoluto prestigio. In occasione del passaggio della fiaccola olimpica, l’Ortea Palace Hotel ospita una mostra straordinaria dedicata alle Olimpiadi disputate in Italia, con cimeli originali, torce, divise dei tedofori, medaglie, documenti storici e collezioni filateliche provenienti dalle edizioni di Cortina 1956, Roma 1960 e Torino 2006.

Un’esposizione gratuita, aperta eccezionalmente solo per la giornata odierna, che non racconta soltanto la storia dei Giochi, ma anche il legame profondo tra Siracusa e il fuoco sacro olimpico, passato dalla città già in tre diverse occasioni.

A spiegare la genesi dell’iniziativa è Leonardo Pipitone, organizzatore della mostra. “Quando ho letto sulla stampa che il 17 dicembre la fiaccola olimpica sarebbe passata da Siracusa – racconta – mi è scattata immediatamente l’idea di coinvolgere gli amici dell’UICOS, che avevano già realizzato esperienze simili in altre città, seppur senza la presenza della fiaccola. Ho trovato subito grande disponibilità, così come dal sindaco, che ha dato il via libera all’iniziativa”.

Pipitone sottolinea con orgoglio l’unicità dell’evento: “Tra la Sicilia, la Sardegna e tutte le altre tappe italiane attraversate finora dalla fiaccola, questa è l’unica mostra realizzata esclusivamente con materiale olimpico originale, non riproduzioni. Torce, medaglie, documenti autentici. Per questo devo ringraziare l’UICOS e l’Ortea Palace che ci ha messo a disposizione il salone“.

Accanto ai cimeli sportivi, un ruolo centrale è affidato alla filatelia, che ha accompagnato e raccontato ogni edizione olimpica. “Attraverso i francobolli – spiega Pipitone – si ripercorre una vera e propria storia parallela dei Giochi: dalle emissioni ufficiali alle cartoline storiche, come quella inviata al presidente della Repubblica Giovanni Gronchi con le firme di due campioni olimpici. Ci sono anche medaglie originali assegnate agli atleti vincitori: oro, argento e bronzo“.

La mostra, come precisato dagli organizzatori, resterà aperta solo fino a questa sera. “Domani mattina smonteremo tutto – conclude Pipitone – anche per esigenze organizzative dell’hotel. Speriamo in un grande afflusso di visitatori, anche perché siamo proprio di fronte al punto di arrivo dell’ultimo tedoforo“.

A valorizzare ulteriormente l’esposizione è il contributo dell’Unione Italiana Collezionisti Olimpici e Sportivi (UICOS). Pasquale Polo, segretario dell’associazione, spiega il senso dell’iniziativa. “È una mostra dedicata alle Olimpiadi invernali disputate in Italia, da Cortina 1956 a Torino 2006, con un’attenzione particolare anche a Roma 1960. Siracusa ha un ruolo speciale, perché proprio da qui la fiaccola partì per Roma dopo essere arrivata da Olimpia“.

Tutti i materiali esposti provengono dalle collezioni private dei soci UICOS. “Parliamo di torce utilizzate dai tedofori, medaglie originali, mascotte, divise e collezioni filateliche – aggiunge Polo –. È una mostra unica perché racconta le staffette olimpiche che sono passate da Siracusa. Non molte città possono vantare di aver ospitato la fiamma di tre Olimpiadi italiane“.

Dietro ogni teca c’è una passione lunga una vita. “Questa è la raccolta di una vita – racconta ancora Polo –. Ogni socio si è specializzato in una specifica edizione. Io, per esempio, sono legato a Cortina e Roma. Il pezzo a cui sono più affezionato è la bacheca con le medaglie di Cortina 1956, consegnate allora a mano, senza nastro, accompagnate dal bronzino con le stelle alpine: un simbolo autentico della vittoria olimpica“.

Il legame storico tra Siracusa e la fiamma olimpica è raccontato anche attraverso immagini e documenti d’epoca. Mario Capuano, dirigente UICOS, ricostruisce l’origine dell’evento. “Parlando con Pipitone del passaggio della fiaccola, ci siamo ricordati che nel 1960, per la prima volta, la fiamma sbarcò proprio a Siracusa, trasportata dall’Amerigo Vespucci. Fu l’arbitro Concetto Lo Bello a portarla verso Roma. Da qui l’idea di una mostra dedicata a tutti i viaggi della fiaccola nelle Olimpiadi italiane“.

Alle spalle dei visitatori scorrono immagini iconiche: lo sbarco della fiaccola a Ortigia, le fotografie di Lo Bello, i giornali dell’epoca. “Questa collezione – spiega Capuano – racconta l’intero viaggio da Olimpia a Roma. Per i siracusani è un motivo di grande orgoglio sapere che tutto iniziò proprio da qui”.

Un filo che riporta alle origini greche dei Giochi, come sottolinea lo stesso Capuano: “Il percorso Olimpia–Atene–Siracusa certifica il legame profondo con la tradizione ellenica. Più di così, cosa si può aggiungere?“.

Per un giorno, Siracusa torna così al centro della storia olimpica, custodendo e raccontando il valore simbolico di una fiamma che, ancora una volta, unisce sport, cultura e memoria.


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