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“La gestione culturale del Comune di Lentini… da rivedere. E a Siracusa ancora si attende una stagione teatrale al Comunale”: l’affondo di Auteri

L'imprenditore critica l'amministrazione aretusea e il sindaco: "parla di gestione del Comunale senza essere stato in grado, finora, di gestire la struttura in Ortigia, arrivando ormai a ridosso dell’estate privo di una stagione programmata"

“Divise da una strada, ma lontane anni luce sulla gestione del patrimonio culturale umano e non solo. Lentini è una città bella, importante, che potrebbe dare tanto sull’aspetto culturale, turistico e artistico, ma con un’assoluta indifferenza nei confronti dell’associazionismo e delle attività imprenditoriali. Carlentini, invece, vive momenti culturali straordinari anche grazie a un teatro vivo e collegato con altre strutture in Italia. E allora  una domanda mi sento di farla all’attuale sindaco Rosario Lo Faro ma anche all’ex, Saverio Bosco, che dovrebbe essere candidato per Italia Viva alle prossime elezioni regionali: perché sottovalutare questo settore? Perché non investire anche solo tempo e volontà e porre attenzione sul mondo associativo, al teatro, alla musica? Conosco tante persone che si occupano di teatro anche amatoriale a Lentini, ma ignorate dall’amministrazione comunale, tanto la precedente quanto l’attuale. Già solo una maggiore considerazione del mondo teatrale potrebbe permettere un piccolo cambio di passo in una città già piena di evidenti problemi”. A parlare è l’imprenditore culturale Carlo Auteri, che si rivolge al sindaco di Lentini (e all’ex) per stimolare interventi dal punto di vista culturale.

E a tal proposito, tira in ballo anche il sindaco di Siracusa, Francesco Italia. E non è la prima volta sul teatro Massimo di Siracusa, ancora non fruibile: “parla di gestione del Comunale senza essere stato in grado, finora, di gestire la struttura in Ortigia, arrivando ormai a ridosso dell’estate privo di una stagione programmata”.

Tornando a Lentini, per Auteri l’amministrazione dovrebbe fare tesoro delle esperienze della vicina Carlentini e potrebbe iniziare semplicemente avviando una collaborazione, qualora fosse solo un problema economico, “perché è un territorio che merita uno sviluppo importante e invece pensa ad altro. Passare dal ripristino delle attività culturali è fondamentale per un recupero sociale, soprattutto in quei territori particolari in cui si corre il rischio di prendere strade sbagliate, e avvicinare i giovani all’arte, alla musica, al bello”.


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