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La Noto – Pachino riaprirà prima di Pasqua. Da subito il passaggio ai mezzi di soccorso

Chiesto un incontro col prefetto di Siracusa, sarà convocata una audizione in commissione Trasporti all’Ars

La strada provinciale Pachino-Noto riaprirà prima di Pasqua (ad una sola corsia di transito in senso alternato) e da subito sarà garantito il passaggio dei mezzi di soccorso. Questo l’impegno preso stamattina dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, con i componenti del comitato “No – chiusura” che hanno presidiato il punto in cui è transennata la strada. I cittadini interessati al blocco di una intera comunità erano appena 100, tra pachinesi, portopalesi e anche qualche netino. Una situazione poco sostenibile per tutta la zona sud, che paga anche lo scotto della chiusura della strada provinciale 22 per Ispica e la provincia Ragusana, e le vetture sono costrette a percorrere solo la “maledetta” Pachino – Rosolini, unico legame tra Pachino e Portopalo e il resto del mondo. Una strada per cui Falcone ha annunciato lavori di messa in sicurezza per 4 milioni di euro.

Le richieste del comitato sono state chiare: riaprire subito la strada per problemi sanitari e anche economici, in vista del periodo primaverile ed estivo. Una chiusura sconcertante poiché non concordata con i territori e perché non solo non è stata comunicata nei tempi e nei modi dovuti, ma è stata pensata senza percorsi alternativi praticabili e dignitosi. “Abbiamo avvertito il disagio delle comunità – ha spiegato l’assessore regionale Marco Falcone – questa opera (la bretella di collegamento all’autostrada) è stata sbloccata dal nostro governo e abbiamo messo altri soldi per concluderla e allungare un ulteriore tratto, con una perizia di variante suppletiva, per migliorare il percorso. Abbiamo allo studio una ipotesi di percorso alternativo difficilmente praticabile ma che analizzeremo nei prossimi tre giorni. Ma senza mettere a repentaglio la vita degli automobilisti”.

L’ipotesi sarebbe l’apertura al traffico del ponticello della vecchia strada provinciale, parallela alla sp 19, che da ieri è stata anch’essa interrotta con degli scavi, ma pare che sia quasi da scartare per le condizioni di pericolosità. L’altra, il doppio turno di lavoro, non consentirebbe di rispettare i tempi tecnici previsti dopo la posa del calcestruzzo. La chiusura della Pachino-Noto – ha continuato Falcone – avrebbe dovuto essere prevista per il 9 dicembre e l’abbiamo evitata per venire incontro alle esigenze del comunità. Ma adesso i lavori sono arrivati al punto di raccordo”.

Un errore, certamente, c’è stato. Forse di comunicazione. Perché il Libero consorzio ha disposto (pare erroneamente) la chiusura per 5 mesi, poi diventati 2. Ma nessuno, prima d’oggi, ha mai comunicato né la possibilità del passaggio dei mezzi di soccorso e nemmeno che la strada sarebbe stata riaperta limitatamente ad una corsia prima di Pasqua per poi essere consegnata entro il 4 maggio.

Abbiamo ottenuto il risultato massimo che potessimo ottenere in due giorni – ha dichiarato il portavoce del comitato “No chiusura”, Vitaliano Dilorenzo –  continueremo a vigilare”. Intanto è stato chiesto un incontro col prefetto di Siracusa e sarà convocata una audizione in commissione Trasporti all’Ars in cui si farà il punto della situazione, per venire a capo degli errori nella procedura e della mancanza di un percorso alternativo.

Erano pochi i cittadini che hanno partecipato alla manifestazione, ma il comitato li rappresentava tutti. Una delle poche volte nella storia recente in cui tutti i partiti politici politici pachinesi a fianco di associazioni e dell’amministrazione comunale di Portopalo, per far sentire la voce unica di una comunità scippata anche della possibilità di tutelare la propria salute. La battaglia del comitato ha visto in prima linea il sindaco di Portopalo Gaetano Montoneri e tutta l’amministrazione e i consiglieri, le associazioni Borgo Sostenibile, Commercianti Pachino, Forense pachinese, Portopalo siamo noi, Apac, Ats Pachino, Auser e Cgil Pachino, Avis, Comitato territoriale Pachino-Noto, cinecircolo Festival internazionale Cinema di Frontiera, Confartigianato Pachino, Confcommercio Siracusa, Consorzio Centro commerciale naturale Marzamemi, Consorzio Igp Pachino, Gruppo scout Agesci Pachino 2, Proloco Marzamemi, Pugilistica Busà, Volley Pachino, Gruppo Salvini premier, Italia Viva, Movimento Cambiamenti, Movimento M5S Pachino, Movimento Rinascita, Partito Democratico Pachino.

I politici, alcuni almeno, presenti. A sostenere la protesta c’erano anche anche il deputato nazionale Paolo Ficara, i deputati regionali Giovanni Cafeo e Rossana Cannata e il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti. Sul posto anche Angelo Liggeri, sovraordinato in rappresentanza della Commissione straordinaria che guida il Comune di Pachino. 

La vicenda è stata gestita con leggerezza – ha dichiarato il parlamentare nazionale Paolo Ficara del M5S – dalla Regione, dal Cas e dalla ex Provincia Regionale. Si è arrivati alla chiusura senza nessuna informazione, senza aver coinvolto i territori e soprattutto senza una attenta analisi delle alternative da offrire a chi ogni giorno deve pur muoversi o avere diritto ad un giusto soccorso”.

Giovanni Cafeo, deputato regionale di Italia Viva, ha annunciato la richiesta di audizione alla commissione Trasporti dell’Assemblea regionale siciliana. “Le parole non ci bastano – ha dichiarato il renziano Cafeo – vogliamo rassicurazioni anche nelle sedi istituzionali, supportate dai fatti”.

Di parere contrario Rossana Cannata, di Fratelli d’Italia, che difende  e loda l’operato del Governo Musumeci. “Manterremo alto il livello di attenzione su questa arteria – ha spiegato la deputata regionale – monitorando costantemente il cantiere con il prezioso obiettivo di garantire la celerità dei lavori e ridurre al minimo i disagi per i cittadini”.

Soddisfazione anche da parte del sindaco di Noto, Corrado Bonfanti. “Non ci resta – ha commentato – che monitorare quotidianamente gli impegni presi nella certezza che i tempi saranno rispettati. Ringrazio il comitato spontaneo che questa mattina ha esternato le proprie esigenze in quanto ha permesso di portare nella discussione argomenti importanti di cui si è presa seria considerazione”.

Sebastiano Diamante


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