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La polemica sul Natale arriva a Siracusa, “Non si tocca. Il sindaco inviti la von der Leyen in città a visitare il presepe più antico del mondo”

Per Sorbello consigliare addirittura di non utilizzare la parola Natale da sostituire secondo loro con l’anonimo termine “Festività”, è "una scelta assolutamente inaccettabile"

“Ogni persona in Ue ha il diritto di essere trattato in maniera eguale” senza riferimenti di “genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale”. Così – scrive Bruxelles nelle sue nuove linee guida – devono sparire “Miss o Mrs” (signorine e signore) sostituite da un più generico “Ms”. E anche le festività non dovranno più essere riferite a connotazioni religiose, come il Natale, ma citate in maniera generica: si dovrà dire, ad esempio, le “festività sono stressanti” e non più “il Natale è stressante”, si legge nel documento per una “corretta comunicazione” fornita dalla Commissione dal titolo “Union of Equality”. Le linee guida contengono diversi capitoli in cui il trattamento egualitario della persona, secondo l’esecutivo Ue, va preso in considerazione

Un documento che fin da subito ha infiammato le polemiche che da Bruxelles sono arrivate fino Siracusa. Il presidente provinciale del Forum delle Associazioni Familiari Salvo Sorbello ha infatti scritto una lettera aperta al sindaco di Siracusa sulle ultime linee guida dell’Unione Europea.

Caro sindaco Francesco Italia – scrive Salvo Sorbello – la Commissione Europea ha diffuso le linee guida per la comunicazione “inclusiva” e tra i suggerimenti contenuti in questo documento c’è quello di evitare il riferimento al Natale. E questo per “dare spazio alla diversità e alla ricchezza delle culture europee”!

Per Sorbello consigliare addirittura di non utilizzare la parola Natale da sostituire secondo loro con l’anonimo termine “Festività”, è “una scelta assolutamente inaccettabile. Signor Sindaco, – prosegue Salvo Sorbello – a Siracusa abbiamo il presepe più antico del mondo di cui si abbia traccia diretta: è la natività scolpita nel sarcofago di Adelfia, rinvenuto nelle catacombe di San Giovanni ed esposto al museo regionale Paolo Orsi e in esso è narrato il momento dell’Adorazione dei re Magi che recano doni a Gesù Bambino. Ti prego allora, signor sindaco, di invitare la signora Ursula von der Leyen nella nostra città per il 25 dicembre, per quello che noi, poveri, arretrati siciliani, ci ostiniamo ancora a  chiamare Natale. Avrà così modo la presidente della Commissione europea di rendersi conto che le radici della nostra civiltà europea sono intimamente legate al Cristianesimo e che il Santo Natale è per noi qualcosa di fondamentale, non solo per religione ma anche per storia, tradizione, cultura. Potrebbe così ricredersi anche sulla farneticante linea guida che invita “a non usare nomi propri tipici di una specifica religione. Invece di Maria e Giovanni utilizzare Marika e Julio”.

A forza di voler includere ad ogni costo si finisce per escludere – conclude Sorbello –  Quello che propone l’Europa è frutto di un inaccettabile eccesso di zelo, da riservare per altri obiettivi. Se ne facciano una ragione: noi siciliani continueremo a chiamarci Lucia, Maria, Giuseppe, Stefano e a festeggiare il Santo Natale”.


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