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La Polizia Stradale di Siracusa coglie in flagranza la vigilia di Natale camionista col tachigrafo “truccato”

Durante il periodo delle festività natalizie, con relativo aumento del traffico veicolare sulla viabilità ordinaria ed autostradale, la Polizia Stradale di Siracusa ha ulteriormente intensificato la vigilanza sulle arterie della provincia.

Inoltre i gravi incidenti stradali che recentemente hanno visto coinvolti autobus ed automezzi pesanti, hanno indotto il Comandante della Polizia Stradale di Siracusa, Dott. Antonio Capodicasa, ad incrementare i controlli ai predetti mezzi, con particolare attenzione alla verifica del rispetto dei periodi di guida e di riposo, nonché dei limiti di velocità.

La normativa vigente impone l’obbligo a tali veicoli dell’uso di apparecchio cronotachigrafo, cioè una sorta di “scatola nera” sulla quale vengono registrati tutti i dati relativi all’automezzo.

I veicoli di più recente costruzione risultano dotati di apparecchiatura digitale, in grado di fornire un’analisi completa e dettagliata dell’attività svolta dall’automezzo sul quale risulta installata.

In data 24.12.2010, durante uno dei quotidiani servizi predisposti a tale scopo, è stata accertata l’illecita manomissione di un apparecchio tachigrafo digitale, installato su un trattore stradale di proprietà di un’azienda con sede nella regione Campania, che di fatto opera sull’intero territorio nazionale.

Gli operatori, durante il controllo documentale del veicolo, insospettiti da lievi anomalie riscontrate sui dati del tachigrafo, eseguivano presso un’officina autorizzata un’ulteriore verifica sull’apparecchiatura elettronica installata sul mezzo.

Tale accertamento ha permesso di appurare che l’apparecchiatura digitale installata sul veicolo era stata dolosamente manomessa.

Sostanzialmente veniva rilevato un dispositivo elettronico di sofisticata fattura artigianale e di piccole dimensioni, applicato all’interno della cabina *sotto la postazione adibita a zona notte, opportunamente occultato in luogo non facilmente individuabile ed accessibile, in grado di operare sul tachigrafo alterando i tempi di guida e di riposo, nonché la determinazione dell’effettiva velocità.

Considerato quanto sopra il dispositivo rinvenuto veniva posto in sequestro ed il conducente, nonchè il proprietario del veicolo, venivano deferiti alla locale A.G. per aver manomesso un’apparecchiatura atta a prevenire infortuni sul lavoro, la cui pena edittale varia da un minimo di sei mesi ad un massimo di cinque anni di arresto.

Il comando aretuseo precisa che solo in sporadici casi su tutto il territorio nazionale gli autori di tale reato sono stati colti in flagranza di reato ed indagati per il reato specifico.

L’elevata mole di dati estrapolati dall’apparecchiatura installata sul TIR in argomento è tuttora oggetto di verifiche da parte degli investigatori. Tutti gli illeciti amministrativi che verranno riscontrati, saranno nei prossimi giorni notificati al titolare della società proprietaria del veicolo.


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