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La scuola del futuro comincia da Floridia. Dal Da Vinci parte il progetto “Robot school”

Il Liceo di Floridia è stato individuato come scuola polo per la promozione di reti per la diffusione di metodologie didattiche innovative in tema di making, robotica e domotica educative

La scuola del futuro comincia da Floridia. Il Liceo Da Vinci, infatti, è stato individuato come scuola polo per la promozione di reti per la diffusione di metodologie didattiche innovative nell’ambito del Piano Nazionale per la Scuola Digitale, in tema di making, robotica e domotica educative.

All’istituto floridiano, insomma, il compito di “traghettare” la didattica tradizionale verso una nuova forma di educazione scolastica, più moderna e, appunto, digitale.

Il primo passo – dopo la partecipazione al bando ministeriale che ha dettato l’indirizzo da seguire – si è compiuto nei mesi scorsi con la creazione della rete di scuole (attualmente sono 48 in tutta Italia tra cui moltissimi Istituti comprensivi) e una piattaforma dedicata per lo scambio delle buone pratiche. Martedì scorso, quindi, il primo incontro ufficiale con la giornata di studio “Mettiamo in moto la scuola“, alla quale hanno partecipato tutti gli istituti che fanno parte della rete, esperti del settore, e due ex allievi del Liceo: l’ex ministro all’Istruzione Lucia Azzolina, e l’ingegnere aerospaziale Dario Farina che di intelligenza artificiale e innovazione ha parlato poche settimane fa proprio con gli alunni della sua vecchia scuola.

Ogni istituto ha partecipato con un referente (la docente di Informatica e Robotica Valeria Martorino per il Da Vinci) alcuni anche con gli studenti (per il Da Vinci i ragazzi delle quinte e tutto il corso di Scienze Applicate) ma sono stati invitati all’incontro anche ricercatori e docenti universitari per parlare di robotica e delle sue molteplici applicazioni, persino in campo medico, così come spiegato dagli esperti del Cnr di Messina che stanno compiendo studi sull’applicazione dei robot come ausilio ai disabili e sugli effetti del loro utilizzo su giovani con disturbi dello spettro autistico.

Fondamentale, in questo percorso, è la collaborazione con i centri di ricerca, con le università e con le scuole di alta formazione. Fra i relatori, infatti, anche i coordinatori del Laboratorio di Robotica per le Scienze Cognitive e Sociali dell’Università Bicocca di Milano, e i docenti di alcuni dei Future Lab italiani.

“Da questo lungo incontro, molto interessante e formativo, è venuta fuori l’idea che le scuole possono essere realmente autonome nella ricerca, se si mettono in rete fra loro – afferma il dirigente scolastico del Da Vinci Marcello Pisani –. Quella di oggi non è la scuola digitale, ma la scuola nell’era digitale. La tecnologia deve essere solo lo strumento, e non il fine, per migliorare e integrare didattica e formazione, grazie, appunto, a domotica, robotica e intelligenza artificiale, sempre più presenti nel mondo del lavoro. Ed è per questo che le scuole, per migliorarsi, devono aprirsi ai centri di ricerca e all’università. Il mondo del lavoro va nella direzione dell’intelligenza artificiale ed è sempre più sviluppata la sua applicazione anche in ambiti prima impensabili”.

La metodologia didattica che usa questa strumentazione, stravolge un po’ il mondo della scuola perché richiede capacità “estranee” ad esso fino a prima dell’avvento della didattica digitale; e lo scopo del progetto “Robot school” è proprio questo: “la formazione del personale – spiega ancora Pisani –, preparare i docenti a questo nuovo modo di trasmettere la conoscenza”.

Il progetto si concluderà nel 2022 e l’obiettivo da raggiungere per quella data sarà quello di aver “seminato nuove pratiche metodologiche che sfruttino il digitale” conclude il dirigente.

Prossimo step del Da Vinci, infatti, sono i laboratori formativi per i docenti: tre, che partiranno entro la fine della primavera e saranno il primo vero gradino verso lo “svecchiamento” della scuola come la conosciamo oggi.


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