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La storia urbanistica di Siracusa tra mancata digitalizzazione e puzza di muffa

In tempi di Superbonus aumentano le richieste di visionare i progetti, ma per il Comune è un grattacapo

La puzza di muffa, le pagine che si strappano sotto le dita perché consumate dal tempo e dalle cattive condizioni atmosferiche, fascicoli su fascicoli ammassati in alti scaffali di ferro tagliano grandi stanze che formano corridoi di “storia”. (Qui il video)

Ogni foglio è un disegno di qualcosa che è stato – oppure ancora è – a Siracusa. Pagina dopo pagina, pezzi della città che negli anni si è sviluppata ma che adesso, a causa del cattivo stato di conservazione dei documenti, sembra come una memoria che lentamente sbiadisce. Una memoria storica, per l’appunto, conservata nell’archivio di via Stentinello tra muffa e umidità che giorno dopo giorno sta divorando i documenti riguardanti le abitazioni nate, modificate o sanate nell’ultimo secolo. O quasi.

Decenni raccolti in carpette che racchiudono la vita di una città scritta in fogli di carta, un sistema di conservazione “vecchio” stile che, già da tempo, avrebbe dovuto essere “a portata di click”. Ma per il Comune di Siracusa digitalizzare fascicoli dagli anni ’40 a oggi non è certamente facile. Anche perché, se da un lato il tentativo era stato fatto, dall’altro si sono messi di mezzo una serie di grattacapi: primo tra tutti il fallimento della Rit nel 2011, azienda privata alla quale era stato affidato il compito di informatizzare il patrimonio della città. E da quel momento sono nati una serie di problemi che vanno avanti ancora oggi, anche se il successivo appalto con I&T ha dato un impulso per poter concludere il lavoro. Ma troppo lentamente. E adesso, in tempi di Superbonus, recuperare, raccogliere, trasportare e digitalizzare sembra impossibile. E quei faldoni si spostano di continuo con il rischio di essere persi, oppure di sfaldarsi tra le mani.

Se prima dell’incentivo, infatti, le richieste per visionare i progetti erano di circa 6-7 al mese, adesso – in tempi di corsa alle “carte” comunali per poter ottenere la detrazione sulla ristrutturazione del proprio appartamento – si chiedono in media 350 documenti al mese. E non sono tutti digitalizzati. Una mole di lavoro che il Comune ha dovuto sobbarcarsi incrementando il personale: dai due in servizio adesso si passerà a una dozzina di dipendenti che dovranno occuparsi di digitalizzare.

Ma i problemi non finiscono qua perché tra carenza nell’organico e disagi concreti nel leggere documenti pieni di muffa, non è facile riportare i vecchi progetti in digitale. Anche perché tra Rit, I&T e amministrazione comunale si è digitalizzato molto, ma ci sono anche notevoli buchi negli anni. Le sanatorie, perlopiù, che compongono una buona fetta dell’urbanistica di Siracusa. E così dentro quell’archivio di Stentinello si trovano ancora fascicoli del 1942, del 1960, ma anche degli anni ’80. Una confusione che certo non farà accelerare sulla trasformazione, quel famoso cambiamento dalla carta a un colpo di click. Che oggi, più che mai, sembra lontano. O quanto meno disorganizzato e arduo.

 

Oriana Gionfriddo e Luca Signorelli


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