L’accorpamento della super Camera di Commercio si farà: per la conferenza Stato Regioni, Siracusa – Catania e Ragusa vanno insieme

Il "no" delle Regioni è dovuta al fatto che se si fosse rivista la posizione di Siracusa, si sarebbe potuto creare un "precedente" che avrebbe dovuto portare a una revisione di tutti gli altri accorpamenti, con il rischio del venire meno del numero massimo di Camere da istituire secondo la riforma Madia, che ne prevede un massimo di 60 sul territorio nazionale

La super Camera del sud – est si farà. A meno di ulteriori sorprese. La conferenza Stato Regioni convocata a Roma oggi pomeriggio ha sancito l’ennesimo ribaltone di una diatriba lunga ormai quasi due anni.

Sono state infatti respinte le osservazioni sulla richiesta di autonomia della Camera di Commercio di Siracusa, che fino a poco più di due settimane fa sembrava realtà. Una realtà sbandierata ai quattro venti anche dal presidente Crocetta che si era posto come uno dei promotori dello “stop” all’accorpamento delle tre Camere di Siracusa, Ragusa e Catania (quasi come a ricompensare la città dopo lo scippo dell’autorità portuale da Augusta a Catania) e che oggi, alla luce della decisione capitolina sembra aver incassato l’ennesimo schiaffo politico.

Il “no” delle Regioni è dovuta al fatto che se si fosse rivista la posizione di Siracusa, si sarebbe potuto creare un “precedente” che avrebbe dovuto portare a una revisione di tutti gli altri accorpamenti, con il rischio del venire meno del numero massimo di Camere da istituire secondo la riforma Madia, che ne prevede un massimo di 60 sul territorio nazionale.

Quindi la super Camera del sud-est dovrebbe prendere vita dall’istituzione di quel Consiglio camerale convocato e poi bloccato il 14 febbraio. Una storia che sembra ai titoli di coda, a meno che in “zona Cesarini” non intervenga il ministro alle Attività Produttive Carlo Calenda, portando il proprio decreto in Consiglio dei Ministri per un nuovo e definitivo dietrofront, anche se alla luce di quanto emerso oggi pomeriggio questa appare un’ipotesi difficilmente percorribile, almeno dal punto di vista politico.


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