“Stamattina, posto che continuano ad essere affisse le tabelle della ditta ex concessionaria del servizio lampade votive, al Cimitero monumentale di Siracusa, nonostante le mie continue e ripetute richieste di rimozione al Dirigente preposto, ho personalmente chiamato il numero della ditta ex concessionaria, registrando la chiamata al fine di testimoniare, nelle sedi competenti, eventuali reiterazioni di comportamenti abusivi, scoprendo una realtà che mai mi sarei aspettato. Com’è facile desumere dalla telefonata, l’operatrice di una ditta privata, dichiarata decaduta dalla concessione fin dall’ormai lontano 2022, continua ad affermare, con ogni forza, la legittimità dell’operato della stessa ditta, inducendo in errore i cittadini che, in buonafede, sempre com’è possibile desumere dall’audio, si recano negli uffici dell’impresa per “pagare” i canoni delle lampade votive“. A parlare è Giovanni Di Lorenzo, delegato del sindaco di Siracusa per il quartiere Neapolis, a maggior ragione dopo che lo scorso 20 marzo il dirigente del settore Servizi cimiteriali, Emanuele Fortunato, ha formalmente rigettato la richiesta di proroga avanzata dalla ditta Fazzina Antonino & C. s.a.s. Il provvedimento mette nero su bianco un punto già emerso nei mesi scorsi: il rapporto concessorio relativo al servizio di illuminazione votiva è definitivamente cessato il 15 novembre 2022 e non può essere prorogato. Eppure la situazione oggi non è cambiata.
“Nonostante la determina di decadenza, quindi, continuano ad essere perpetuati comportamenti abusivi, ed insopportabili, a danno della cittadinanza, senza l’azione incisiva degli Uffici preposti che, oltre a non essere rientrati in possesso degli impianti, sembrano non interessarsi – sottolinea -. Per questo, reiterando quanto già chiesto con forza, e cioè di mettere in campo un’azione di comunicazione forte ed incisiva, che spieghi chiaramente alla cittadinanza che non è dovuto alcun pagamento a ditte sterne e non titolari, vi chiedo di poter fare chiarezza sull’argomento, in maniera definitiva”.
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